Storia e tradizioni

Festival delle Serre desolato

La triste solitudine degli artisti motivo centrale del Festival

Pietro Reda  imprenditore e consigliere comunale d’opposizione ha salvato il Festival delle Serre edizione 2010. L’amministratore delegato del  Gruppo Reda  (Trony e Sinergy) pur censurando le scelte politiche dell’amministrazione comunale ha accettato di essere lo sponsor principale della manifestazione nella logica di salvare il salvabile. Pietro è stato bravo  e generoso, ma tutto il resto è un disastro senza precedenti. Ieri sera, pare che, gli ispettori della SIAE abbiano fatto visita al Festival. Forse vantavano crediti, forse si accertavano sulla veridicità del programma presentato per la concessione del permesso. Avranno fatto fatica a capire che  si fosse nel pieno di una manifestazione, un tempo, fra le più seguite del’intera regione. Una “natura morta” questo sembra il paese in queste sere. Un’istallazione, tanto per ricordare le performance del Maestro Enrico Meo, dove tutto è statico, dove tutto si è fermato, immobili persino le fiammelle dei lumini che “arredavano” gli spazi degli artisti  lasciati in balia delle loro solitudini, per comunicare al mondo chissà quale messaggio subliminale.  Una cinquantina di persone all’ottimo concerto della Marcotulli e di Paolo Damiani una trentina alla performance di Franco Dionesalvi. A tarda sera gli attacchini all’ingresso del paese sistemavano le tessere di un manifesto gigante dando l’impressione che ci sia ancora qualche soldo da spendere. Perché soldi ne sono stati spesi tanti. Davvero troppi. Senza risultati.