Storia e tradizioni
Amichevole replica
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- Pubblicato: Lunedì, 06 Settembre 2010 05:06
La prova provata di quello che è evidente
Caro Luciano, ti ringrazio per le parole di stima che hai usato riguardo alla mia persona ed anche per le critiche che hai formulato, che mi consentono di rendere più chiari alcuni elementi. Io non ho dimenticato l'impegno da te tenacemente profuso, al tempo della tua esperienza amministrativa, affinché per il Sersale potesse schiudersi un futuro diverso dalla pietosa situazione in cui si dibatte attualmente. Un impegno, che costituiva una piacevole voce solitaria in un coro stonato e sgangherato: quel coro stonato e sgangherato, che ha prodotto i guasti maturati sotto i nostri occhi e che, negli anni cui fai riferimento, non poteva certo recepire i tuoi tentativi, volti ad attenuare lo stato comatoso verso cui il paese, e nello specifico, il Sersale si stavano, allora, avviando; una deriva, un naufragio, che, come tu stesso hai spiegato, ha affondato qualsiasi iniziativa volta a garantire prospettive migliori alla nostra comunità. Quella deriva, quel naufragio, che io ho modestamente stigmatizzato nell'intervento di venerdì scorso, raccontando la storia di uno scempio provocato da una pseudofilosofia amministrativa, che niente, neanche la tua buona volontà, da me, lo reitero, SINCERAMENTE APPREZZATA, è riuscito ad arginare. Lucià, grazie di nuovo, soprattutto per la vicinanza che sempre manifesti nei miei confronti e per l'aiuto che, certamente, non mi farai mancare ogni qualvolta ci sarà da denunciare l'andazzo eteroclito di quest’amministrazione, oppure quando sarà opportuno proporre soluzioni alternative al deprimente stallo accompagnante le povere giornate di questo nostro povero paese. A presto! P.S. - L’unica cosa che ho dimenticato è il seguente particolare: il Sersale, all’epoca del suo restauro, venne sovvenzionato con fondi, di provenienza esogena, stanziati, se non sbaglio, dall’Ente Regionale, onde il Palazzo ducale cerisanese potesse trasformarsi in una fucina di botteghe artigiane (da qui, l’identificazione quale Incubatore d’Imprese). Chissà, oggi, cosa penseranno coloro i quali allora, in sede regionale, permisero la messa in opera di quei lavori, nel constatare il tradimento e lo snaturamento di quello che era lo scopo principale, il fine ultimo e alto, del finanziamento da essi concesso. Probabilmente si sentiranno presi per i fondelli, proprio come lo siamo stati noi cerisanesi. Pierfrancesco Greco