Rassegna Stampa

Una questua per il festival delle Serre?

Il manifesto della XV edizioneCorre voce che è in corso un’iniziativa dell’amministrazione comunale per il finanziamento del Festival delle Serre. Una questua. Una questua presso i commercianti. <<Voi ci guadagnate, voi dovete cacciare fuori i soldi, NOI li gestiamo che siamo bravi (ECCOME!!)>>. Se non sarà così il festival rischia ancora di più il ridimensionamento. Più di quanto lo sia stato l’anno passato. Più velocemente di quanto inesorabilmente dal 2001, ma gradualmente, cominciò l’inizio della fine. Il Festival ha subito una decadenza dovuta ad una competizione fra le annate della stessa manifestazione. Un declino da frustrazione. Come Biagi con Valentino Rossi o ancora Gibernau o ancora Lorenzo davanti al campione. Quando questa manifestazione cresceva, era spavalda ed ambiziosa. Voleva rappresentare qualcosa di particolare nell’offerta culturale che non avesse eguali in provincia e in regione, in una sana competizione con i più blasonati festival nazionali. Successivamente il festival ha pensato di competere con se stesso. Buttando via fior di quattrini. Finanziandosi con i soldi del Bilancio Comunale, in sostanza pagato dai cittadini di Cerisano e spendendo male anzi malissimo questi soldi. Speculando come consuetudine nella direzione della collaudata politica clientelare. Persino sotto la guida dello stesso Sindaco sono entrati in polemica gli assessori che si sono succeduti nell’organizzazione della manifestazione. Oggi alla presenza di strumenti legislativi ad hoc diventa difficile pensare e organizzare un grande festival degno del successo che universalmente gli era riconosciuto, ricorrendo alla pratica delle feste patronali. Come siamo caduti in basso. Alla fine qualcosa si farà. Quello che si farà non si sa. Si sa però come si farà!  La rete commerciale deve fare sì, la sua parte non con un contributo di 50 euro, ma potenziando l’offerta di servizi agli avventori del Festival, con lo sforzo di migliorare la qualità. La rete commerciale deve utilizzare il Festival come lancio dei prodotti che vuole mettere sul mercato. Ovviamente senza creare un aggravio di costi all’ente Comune. E’ questo che va chiesto alla rete commerciale non di tirare fuori il contante. L’8 settembre la buonanima del Professore Longo nello spiazzo della Via Guardia che la nuova toponomastica giustamente lo ricorda, organizzava “e luminere” ed una cocomerata. Provate in questo, cercando di dare a quella spontanea manifestazione popolare quella poesia che il professore riusciva a darle imbracciando una Fisarmonica. Ma forse per voi è troppo meglio non provare. Imbrattereste ancora una volta quello che altri hanno saputo fare.