Rassegna Stampa

Isola si. Isola no.

Divergenti i commenti che ci hanno fatto pervenire gli utenti  circa l’articolo L’isola che non c’è. Il pezzo ha centrato  quanto meno il perché della decisione di soprassedere per  quest’anno all’isola pedonale . La clientela. I voti.  Tant’è vero, che un assessore che spicca per la sua brillante oratoria e proposta politica ha avvicinato un po’ di gente che avevano espressamente richiesto di non  azionare l’isola pedonale per comunicare che l’editore di Cerisano in Rete polemizza sulla scelta.

Un esercente commerciale  ci ha apostrofato rivendicando la paternità della  scelta “obbligata” dell’amministrazione comunale.  “A chi le vendo io le pizze? E’ una scelta saggia quella di tenere aperta la strada.” Altri difendendo la scelta di non azionare l’area pedonale  la giustificavano con la carenza di risorse finanziarie - cronica malattia del Comune di Cerisano -  da corrispondere ai vigili urbani. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai genitori dei bambini che utilizzavano la Via San Pietro per un giro in bici, dagli avventori dei bar che non vorrebbero respirare l’anidride carbonica prodotta dai tubi di scappamento delle moto e delle auto che sfrecciano a tutta velocità. I residenti quelli più laici con meno legami di appartenenza sanno di aver perso una prerogativa. Hai visto mai che facendo un calcolo algebrico sono più gli scontenti? La nostra posizione? Oggi siamo favorevoli perché rimanga aperta la strada se poi l’amministrazione dovesse decidere di chiuderla siamo contenti  in egual modo. Non vogliamo irritare i governanti che la divina provvidenza ci ha regalato. Diecimila anni ai nostri amministratori! Ovviamente sempre gli stessi e sempre allo stesso posto.