Rassegna Stampa

La confraternita appartiene a Cerisano

La Madonna in Processione

E’ da tanto tempo che non ci occupavamo dei fatti attinenti al vivere sociale delle confraternite. Ci sembra giunto il momento di riprendere un filo che si era interrotto con la diatriba delle elezioni annullate e la nomina da parte del Vescovo del commissario Inzillo, tutt’ora reggente la Confraternita del Rosario. Non lo facciamo per l’interesse che suscita nei nostri lettori che fanno registrare record di click su questi argomenti più di quanto possano fare argomenti di interesse più (serio) e collettivo, ma lo facciamo ponendoci degli interrogativi ad uso dei nostri visitatori. Perché questo commissariamento perdura da così tanto tempo?

Che fine ha fatto il padre spirituale Mons. Emilio Aspromonte? Perché rimangono attivi i soggetti che sono stati sconfessati dal provvedimento diocesano? La letteratura romanzesca e cinematografica è zeppa di intrighi curiali ma nessuno di questi esempi ci aiuta  a dipanare i dubbi sulla permanenza in congrega dell’Avvocato Inzillo e sull’indegnità dei vincitori le regolari elezioni svoltesi sotto il controllo ispettivo del delegato diocesano per le confraternite. Innanzitutto riteniamo che sia facile assolvere al ruolo commissariale avendo a disposizione, appunto, i confratelli delegittimati a ricoprire il ruolo di amministratori ma idonei per il disbrigo delle attività istituzionali che non sono poi così poche, gestendo, di fatto, l’associazione laico - religiosa domenicana. Appare evidente che il tentennamento del commissario nell’indire le nuove elezioni del Priore sia condizionato da elementi che disconosciamo. Conosciamo però che la confraternita appartiene prima ai confratelli, poi alla comunità cerisanese e non certo alla burocrazia curiale, che alimenta dubbi e incertezze sul futuro della nobile e secolare istituzione confraternale. Se commissario ci deve essere lo si scelga fra i confratelli. Ci sarà qualcuno degno!