Rassegna Stampa
Riflessioni di Natale
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- Categoria: Opinioni
- Pubblicato: Lunedì, 29 Dicembre 2008 07:09
Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia ; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e pertanto essere molesto. (Horacio Verbitsky) Cari amici di Cerisano in Rete, questa volta voglio rivolgermi ai tanti che seguono le mie e le tante riflessioni di questo seguitissimo e importante portale, con attenzione e partecipazione. Con qualcuno di voi ci conosciamo meglio, con tanti magari meno , o non ci conosciamo affatto. Ma quello che ci unisce è molte volte più forte di quello
che accomuna tante persone che si frequentano abitualmente , magari con il solo interesse del “ favor rei “, o del “ do ut des.Insomma con la furbizia, o la supponenza o l’illusione a volte, di poter appartenere ad una casta o ad altro simile, con il solo fine di trarne profitto o vantaggi che altrimenti la propria formazione non consentirebbe mai. Noi, che ci frequentiamo attraverso questo luogo di democrazia abbiamo qualcosa di forte che ci accomuna; la forte passione civile , la quale continuamente ci interroga e ci anima. Non è poco, pensate come devono vivere quelle persone non attrezzate alla vita, e che per poter sopravvivere, continuamente devono ansimare con la lingua di fuori, con il capo abbassato, e la camminata prona, attenti all’ossequio perenne. Pensate a come avranno dovuto impegnarsi quest’anno , nei loro regali, non portati come pensiero per dimostrare un affetto e quindi nel ricercare una cosa che rispecchi l’animo delle persone a cui si vuole bene, ma attenti solo al valore dei regali, che deve essere commisurato al favore ricevuto o che si intende ricevere. Che squallore! Credo che il Natale , debba essere comunque un momento di riflessione, di meditazione forte, per i credenti avrà per oggetto il Signore che viene, per i laici i tempi e i compiti che ci attendono. La domanda che ci poniamo in questi tempi e l’articolo di Pierfrancesco mi conferma, è se in questi tempi di degenerazione , di barlumi di disperazione, serve ancora parlare? Possiamo illuderci che il cambiamento sia possibile? Come favorire il cambiamento ? L’articolo di Pierfrancesco, che certamente è una delle intelligenze più vive e lucide di questa comunità , oltre ad essere una analisi della realtà viva e sentita, è anche il grido di dolore di una generazione che non ne può più di vedersi rubare il futuro, da degenerati, da gente che non ha impegnato un solo giorno della propria vita a migliorarsi ed a accrescersi non solo professionalmente , ma nemmeno umanamente. Ma questa disillusione non deve farci perdere di vista la realtà. Perché se le analisi di Pierfrancesco sono una fotografia della realtà, non altrettanto la cura sembra dettata dalla ragione, ma solo da un cuore troppo grande e che vuole illudersi ancora. Io credo che illudersi di poter stravolgere la natura ambigua e malata delle cose di questi tempi, puntando ad una reintegrazione tutta buona e santa della comunità, che si accorga del male e che si redima , è destinato a finir male, o perché si sfiancherà in attesa del mondo nuovo, o seminerà dolori in attesa di costruire un Eldorado che mai arriverà. La storia è vecchia: <<Rispose quell’uomo “proprio questo è strano che voi non sappiate di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi” …. Gli replicarono “Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?” e lo cacciarono fuori .>> (Vangelo di Giovanni ) Il cieco nato, non voleva insegnare niente a nessuno, anzi non capiva nemmeno quello che gli era capitato, ma non sapeva mentire e diceva quel che pensava. Ciò era intollerabile per i farisei costituitosi in potere. Eppur mi ha aperto gli occhi, diceva il cieco, eppur si muove rispondeva Galilei. L’uno e l’altro e tanti ancora non furono accolti dal potere. Amici, per accogliere qualcuno, o qualcosa occorre non essere ingessati nei propri interessi e tornaconti Voler modificare dal di dentro un sistema malato che ha anticorpi fortissimi è una illusione che si scontra non solo con la logica e la saggezza, ma con la storia umana. Invece se noi saremo continui, severi, senza sconti, alla lunga il rumore prodotto dai nostri perché, farà sempre più rumore fino a diventare assordante. Perché come dicevano i medioevali,” bonum est diffusivum sui “, ciò che è bene è per sua natura destinato a diffondersi. Così è sempre stato, noi possiamo agevolare ed abbreviare la fine di questo sistema, che finirà come sono finiti i farisei, come sono finiti gli oppositori di galileo, e come sono finiti i tanti fantocci del potere. Ma per far si che questo accada, non possiamo e dobbiamo fornire alibi a nessuno di questi farisei. La nostra condanna morale deve essere non solo ferma ma conseguente. Chi fa i suoi interessi con la cosa pubblica, toglie o non toglie qualcosa tutti noi? Chi continua ad approfittarsi , per cupidigia, per vanità, per avidità, di cose che appartengono a tutti,cacciano spazio a noi, ai nostri familiari? Come ci si comporta con gli approfittatori ? Ci si va a braccetto ? si evitano? Ci si fa gli auguri ? Gli si consente soprattutto di far parte della nostra vita? Pensateci ! Buon anno agli amici di cerisanoinrete. Luciano Luciani