Rassegna Stampa

Un giorno da leone

Ivan Greco sguaina la scimitarra

La voce impastata da una tensione cui non è abituato, è stato costretto a prendere la parola perché stimolato dal consigliere d’opposizione Fabrizio Zecca al quale ha dato senza risparmiarsi del “maleducato” reo di non ossequiare il “barone” con il suo saluto, lui abituato al “rispetto” di “tutti”. È bastato ricordare al consiglio che i reiterati richiami della Corte dei Conti hanno origine nelle amministrazioni che hanno un unico denominatore, per farlo saltare dalla sedia. Lo stesso consigliere Zecca ha ricordato che negli anni in cui rivestiva ruoli di governo non ha “collezionato” gli stessi avvisi di garanzia, rinvii a giudizi, ne essere stato oggetto di detenzioni e misure restrittive, ha ricordato di non aver mai fatto ricorso all’anticipazione di cassa dopo aver contribuito a ripianare i debiti altrui e di non essere stato mai oggetto di verifica ispettiva dalla magistratura contabile. Visibilmente impacciato, il "medico" ha ricordato  di avere la cultura, la preparazione e  l'età per governare la "sua" Cerisano alla quale offre 11 ore del suo tempo al giorno (non si è capito bene se facesse riferimento alle professioni o alla funzione amministrativa) e poi l'affondo finale come se tanto bastasse a giustificare il "nulla" ricordando all’uditorio che il consigliere Zecca ha perso le elezioni, ma non ha inteso spiegare alcunché sulle sue responsabilità e su quelle del fratello che ha guidato l’amministrazione comunale dal 2001 al 2011 prima che venisse sostituito da lui stesso. Non ha inteso dare risposte "serie" alla Magistratura Contabile, alla Magistratrura Ordinaria, alla gente e alla coscienza sulle sue responsabilità.  Certo lui è bravo a vincere le elezioni ma è stato altrettanto bravo a distruggere il paese, a contribuire alla crisi delle attività produttive ad impoverire i cittadini. Bravo! Ossequi!