Rassegna Stampa
La risposta alla provocazione
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- Categoria: Opinioni
- Pubblicato: Lunedì, 27 Agosto 2007 08:50
Gentile editore
ho appena espresso il mio voto in merito al sondaggio lanciato. Rinuncio alla segretezza della preferenza espressa e la rendo palese: NO!
Al di là della forte amicizia che mi lega ad Attilio e compagnia, devo far fede, senza ipocrisia, a ciò che realmente penso. Pertanto, preferisco motivare la mia determinazione.
Tutto nasce dall'idea, conservata gelosamente, che ancor oggi ho della nostra manifestazione settembrina ovvero, di quell'esperienza che si spinge oltre i confini paesani e si proietta in una dimensione nazionale e perché no, internazionale. Quell'esperienza culturale che l'amministrazione a me amica ha lanciato ed ha coltivato finché ha potuto. Il Festival delle Serre nasce come qualcosa in più di una sagra paesana, al di là dei valori e delle qualità degli artisti nostrani. Oggi le cose sono cambiate. L'aria, i primi giorni di settembre, non è più magica ma tristemente nostalgica, caratterizzata da una frase che con il trascorrere degli anni sembra essere diventata un luogo comune: " ... te lo ricordi ... ecc." Questo mi spinge a muovere una ulteriore valutazione. Il festival che ci consegnano non ci appartiene, rectius non mi appartiene!- Con la solita franchezza ti dico che per me sarebbe molto più appassionante ascoltare qualche brano cantato da Gianluca anziché quello suonato da un jazzista di cui disconosco il nome e non ne comprendo l'arte. Ma questo non è il Festival delle Serre. Non è l'idea da sposare quando è al Festival che si pensa. Ed allora, non mi rimane che dire NO ... un No ... legato ad un antico ricordo.
Utente cerisanoinerete