Rassegna Stampa

Nè con gli affari nè con il pregiudizo

Ancora una manifestazione d'inadeguatezza

La deriva populista segna il picco più alto. L’opportunismo travolge i principi basilari dei diritti dell’uomo. La politica soccombe al profumo dei soldi, degli affari, delle clientele. Così diventa prioritaria una discussione sull’opportunità di accogliere o meno gli extracomunitari. Così prende il via la speculazione politica e affaristica. La notizia che l’Oasi di Sant’Antonio possa diventare un centro di accoglienza per gli immigrati ci ha colto di sorpresa. L’abbiamo appresa da una certa stampa che da spazio, più che alla notizia, ad una parte politica. Così vorremmo vederci chiaro, senza lasciarci suggestionare da qualcosa che per qualcuno può diventare uno strumento per sistemare qualche familiare e per altri un’occasione per fare demagogia e organizzare un consenso elettorale lontano dal servire. Prima di prendere una posizione vorremmo capire, innanzitutto, se la notizia corrisponda al vero, poi qual è il progetto, poi quali interessi ci sono dietro. Una serie di cose necessarie prima di dare un giudizio, ma una posizione deve essere chiara che riteniamo sciacalli coloro i quali si accapigliano al solo fine di piacere agli altri. Ci sembra che nessuno si sia accorto della mutazione sociale avvenuta anche nel nostro centro.  Ci sembra che pochi abbiano contezza di quanti figli dell’Europa orientale frequentano le nostre scuole. Ci sembra che ci sia una grande confusione sull’idea che si vuole della nostra Cerisano generando una dannosa improvvisazione. Ci sembra di capire che in tanti non si accorgono del reale patrimonio di tanti disperati che si occupano dei lavori che gli italiani non vogliono fare. Ci sembra sconveniente l’equazione extracomunitario uguale a delinquente, anche perché i reati contro il patrimonio sono, nella quasi totalità, imputabili ad indigeni. Il mondo sta cambiando velocemente ma sembra che la cosiddetta classe dirigente non si accorga di ciò.