Rassegna Stampa
Senza carità cristiana
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- Categoria: Opinioni
- Pubblicato: Lunedì, 10 Ottobre 2011 04:54
Una Festa che si ricorderà per tanto tempo
Perdono tutti, nessuno vince. Esce sconfitta la comunità religiosa Cerisanese, viene mortificato, come sempre più spesso accade, il paese, sotto il fuoco incrociato dei cecchini assiepati nelle diverse postazioni d’avanguardia. Il clima è stato pesante fin dal mattino, lo striscione apparso sul balcone di fronte alla chiesa di San Domenico che recitava: “Solidarietà a Don Enrico”, veniva immediatamente ammainato, mentre si distribuivano dei volantini dello stesso tenore, all’uscita della messa provocando diversificati commenti dei fedeli Cerisanesi divisi ancora una volta sulle responsabilità dell’uno o dell’altro. Una giornata uggiosa ieri, tipicamente “Rosariante”, ma straordinariamente fredda, sette gradi che non hanno impedito di portare in processione la Regina del Santissimo Rosario (guarda video). Alle dieci e mezza del mattino la decisione del Vicario del Vescovo ha lasciato intendere che questa è una vicenda che avrà un lungo seguito. Pare, infatti, che Monsignor Bartucci, abbia dispensato Padre Giovanni Matera, di continuare a “predicare” e invitato il Parroco alla riflessione, ovviamente, lontano dai riflettori della Festa. Pensare, che sarebbe bastato lo scambio di un segno di pace nella celebrazione eucaristica, ma si deve essere predisposti per questo, bisogna credere in questo, bisogna unire non dividere per questo. Don Gabriele Vencia sovente evitava di chiedere ai fedeli di scambiarsi un “segno di pace” durante la Santa Messa. Abbiamo sempre ritenuto che fosse legato al suo infinito desiderio d’ordine, poiché la stretta di mano generava confusione, acquisito dalla sua educazione Gesuita. A posteriori possiamo essere certi che evitare questo momento era solo un modo per sottrarsi di certificare grandissime ipocrisie. In un paese maledettamente diviso. Su tutto.