Rassegna Stampa

Noi diciamo di no!

Insieme a noi tante donne e tanti uomini

A volte la vita ci mette di fronte a delle scelte coraggiose.  Spesso queste scelte sono tormentate da valutazioni diversissime contrastanti fra loro. Quella che in questo momento andrebbe, quantomeno, vagliata riguarda il dovere civico di tutti noi. Il dovere di cittadino attivo. Il dovere di essere solidali con tutti quelli che vivono la tua terra, che lavorano nella tua comunità, che dividono con te il diritto di cittadinanza. L’analisi storico antropologica dello spaccato paesano e l’attenta valutazione sociologica dell’evoluzione (o involuzione) della nostra società suggeriscono l’allontanamento e il distacco totale degli avamposti pubblici, quelli che per intenderci obbligano ad assumerti responsabilità pubbliche. Le incrostate liturgie per individuare la classe dirigente che rispondono a canoni antichi di opportunismo ma non di efficientismo fanno parte di un sentire comune, anzi diventano modello imprescindibile di riferimento, quasi a celebrare la società dei peggiori che vince su quella dei migliori. Vogliamo che i nostri figli crescano nella cultura dell’approssimazione, dell’inutilità della scuola e dei saperi, nell’esaltazione dei mediocri e nella mortificazione delle eccellenze? Vogliamo che i nostri figli vivano in una comunità decadente anchilosata su se stessa, senza ambizioni e senza speranza? Vogliamo che i nostri figli metabolizzino ritualità clientelari e assistenziali e crescano con la convinzione che le proprie ambizioni lavorative per le quali si è studiato con infiniti sacrifici possano realizzarsi solo truccando un concorso o condizionando un colloquio con metodi mafiosi? Se rispondiamo di si a questi interrogativi, dobbiamo rimanere nascosti incuranti dei danni che il nostro comportamento contribuisce a produrre. Se rispondiamo di no, l’assunzione di responsabilità è immediata. Noi rispondiamo di no. E insieme con noi tanti uomini e tante donne dicono di no. Tanti giovani e tanti giovanissimi dicono di no. Diciamo di no per urlare: ci saremo. Diciamo di no per ridare al paese la speranza. Diciamo di no per fa ritornare a sognare quel paese, quella comunità che vuole ritrovare l’orgoglio perduto.