Rassegna Stampa
La lezione dei contadini
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- Categoria: Opinioni
- Pubblicato: Venerdì, 12 Marzo 2010 07:52
Ancora sottovalutata l'emergenza frane
La politica, anche quella locale, è solo impegnata nella tradizionale questua delle preferenze, mentre la Calabria sta scivolando verso un punto di non ritorno. Questa volta non metaforicamente bensì, realmente. La nostra cara vecchia provinciale 113 oggi SP 45 era stata già interessata da movimenti franosi l’anno passato ma nessun intervento strutturale è stato realizzato tantomeno programmato. Tutte le strade di pertinenza comunale erano state avvinte da smottamenti e piccole frane, soprattutto nelle zone rurali. Forse si pensò che Giove pluvio non avrebbe più infierito su questa martoriata terra, probabilmente si ritenne che il peggio fosse passato.
Invece ci troviamo di fronte un’emergenza catastrofica che ancora oggi si tende a sottovalutare per la solita insipienza. In paese sono state già evacuate diverse abitazioni, la frazione Valli rischia di rimanere isolata completamente, per tutti raggiungere qualsiasi centro diventa un’avventura. Qualche cartello indica strade alternative o ne impedisce il transito. Qualche cartello sgangherato che rappresenta al meglio il degrado dove siamo stati cacciati dall'uomo e non dalla natura. Non ci sono soldi? Questo è parzialmente vero. Tutte le famiglie hanno un piccolo fondo di riserva per le emergenze. Il nostro Comune no! O meglio il nostro Comune non sa utilizzare le risorse che lo Stato gli assegna e i soldi che i cittadini pagano per servizi carenti. Il nostro Comune offre prebende a chi non ne ha bisogno e a chi non le merita. Sarebbe bastato attingere dalla civiltà contadina, da quella storia di laboriosità, di umiltà e di saggezza. Sarebbe bastato mettere in sicurezza qualche strada alternativa con interventi di regimazione delle acque come facevano i contadini per salvaguardare i loro poderi e le loro colture. Allora bastavano braccia e zappa. Oggi invece si aspettano i fondi dalla Regione, non quelli di quest’anno ma quelli dell’anno scorso. Si aspettano i soldi come la manna dal cielo per affidare qualche incarico a qualche “professionista” con la speranza che in regime di emergenza le procedure per gli appalti possano garantire gli amici degli amici. Intanto il paese frana, la Calabria frana.