Rassegna Stampa

Forse conviene?

L’espressione per nulla nascosta del medico, circa la possibilità di mandare a casa l’attuale amministrazione, è stata raccolta e confermata da più soggetti. Decifrare quell’affermazione è diventato sport giornaliero degli avventori del bar e di coloro i quali hanno appreso la ghiotta notizia attraverso Cerisano in Rete. Non c’è dubbio che il proposito di Ventrella di correre da solo ha irritato più del dovuto il medico. Un delitto di lesa maestà che va punito con l’isolamento degli ammutinati. Alla fine Ventrella non si candiderà perché i suoi sodali si scioglieranno alle lusinghe del professionista della sanità, al quale in cambio chiederanno la testa di Mancina. L’altra sera abbiamo raccolto una critica e un pettegolezzo. La critica riguardava una nostra presunta posizione sull’organizzazione che gestisce la raccolta dei rifiuti in paese, posizione che non abbiamo espresso mai compiutamente in quanto potremmo sfociare in sfere diverse da quelle della politica. Il pettegolezzo riguardava giusto appunto il sodalizio Mancina-Medico. Una convivenza che non va giù ai fedelissimi del Sindaco. Quanto basta per identificare problemi reali nelle file dell’attuale e sgangherata maggioranza. Il feeling con il paese si è lentamente ma inesorabilmente interrotto. Il risultato delle trecento preferenze accordate alle elezioni provinciali è un dato più che deludente, disastroso. L’allontanamento sistematico di pezzi della maggioranza ha prodotto negli anni un’erosione del consenso. Marano, Luciani, Madrigrano, Guido, Mancina, Fondacaro sono solo la punta dell’iceberg. Il Medico ha colto il malumore e cerca di correre ai ripari avendo deciso di succedere al fratello. Corteggia quella fetta di società che si affanna ad apparire giovane, nuova e che da un lustro si è messa in proprio, cercando di cancellare la storia, ma senza risultati esaltanti. Anche quest’ultimi chiederebbero la testa di Mancina. Almeno per salvare la faccia. Non v’è dubbio che i blocchi contrapposti che si sono creati dopo le elezioni del 1993 non esistono più. Ma non esiste più neanche quella macchina da guerra messa in piedi il 2001. La geografia politica è in continua mutazione, i vecchi schieramenti sono saltati, il paese è pronto per collocarsi su posizioni e progetti politici diversi. Non scandalizzerebbe se i “cittu tu” saltassero il fosso. Non scandalizzerebbe nessuno se gli attuali amministratori si ponessero in antitesi al medico. Da questa analisi si individua il perché della voglia di mandare a casa tutti anticipando i tempi. Ma? Sì un ma c’è! In consiglio comunale non siedono né il vecchio medico né il giovane avvocato. Dando per scontato che l’opposizione consiliare, quella scaturita dalle urne nella tornata del 2006 non si tiri indietro e che a questi si aggiungano Guido, Fondacaro e Mancina il totale fa otto, ne manca uno. Pensate che la costituenda ditta “professionisti associati” sia in grado di contare su una sola unità?