Opinioni
Livello d'allerta DEFCON 1
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- Pubblicato: Sabato, 14 Novembre 2009 08:00
L’intervista rilasciata da Ugo Ventrella alla stampa, ha avuto il merito di dare una piccola scossa all’ambiente degli addetti ai lavori. Il “medico”, per minimizzare, è stato costretto ad affermare pubblicamente: “Mi ha fatto un favore”. Quale favore? Non ci sembra, visto che l’alterego politico, la mente pensante, il pilota, ha innalzato il livello di allerta a DEFCON1. Giovanni, pardon, Salvatore marca stretto il candidato a sindaco, quello vero, e scorazza ammantato nell’automobile di quest’ultimo. Ventrella nei prossimi giorni dovrà fare i conti con le defezioni derivanti dalle pressioni che subiranno i suoi sponsor. In questa diatriba tutta interna all’attuale maggioranza si inserisce il terzo incomodo, il papà di un consigliere comunale. Da tempo, questi, critica l’operato della giunta e il fare del fratello del Sindaco, dichiarando di adoperarsi per costruire una lista e farlo perdere. L’analisi spicciola di questa fase confusa proveniente da settori che si oppongono alla riproposizione del modello “Greco” si basa sull’ipotetica strategia dei “dissidenti” di alzare il prezzo. Una sorta di replica di quanto è successo prima delle elezioni del 2006 quando il cugino voleva succedere al cugino. Solo successivamente il disegno risultò chiaro, anche al segretario della Margherita oggi del PD che ha definitivamente preso le distanze da coloro i quali probabilmente gli devono le proprie fortune politiche e professionali. La nostra analisi discosta leggermente da quella appena riportata. Concorda sul conflitto d’interesse, ma per essere buoni, riteniamo conflitto di interessi politici. Il papà per la propria figlia avrebbe desiderato la designazione a Sindaco, Ventrella una promozione sul campo per la reggenza dell’assessorato cardine del comune. Questa volta, visto lo spappolamento delle opposizioni non si dovrà giocare al tutti contro uno e le ambizioni potranno trovare sfogo nel concorrere alla poltrona più ambita sfidando diversi contendenti. Di questo passo chi raggiunge quota 500 vince le elezioni. Il paese non può però vivere questa lenta agonia, sarebbe opportuno anticipare le elezioni per ovviare all’intollerabile indolenza. E’ vero che questa soluzione favorirebbe il “medico” ma è anche vero che la comunità ne trarrebbe giovamento. La data giusta potrebbe essere l’ultima domenica di marzo quando si voterà per le elezioni regionali. Basta poco!