Opinioni

In nome dell'arte!

omaggio agli autoriNon tutto è da buttare: questa la convinzione che ho maturato da qualche tempo, relativamente allo stato in cui si dibatte il nostro paese, Cerisano.  Tempo fa, poco tempo fa, nel delineare il quadro generale afferentemente al grado di “civiltà” albergante nella comunità cerisanese, ho apostrofato con termini decisamente poco lusinghieri alcuni “costumi” caratterizzanti da qualche mese la realtà sociale e culturale locale: di Pierfrancesco Greco

sia chiaro, ancora sono pienamente convinto di quanto affermato allora in proposito, ma oggi osservo con sommo piacere che, in questo vorticoso e isterico marasma agitante la nostra comunità, c’è qualcosa, tanto, di realmente valido, bello, buono, quel qualcosa che può redimere il nostro paese, liberandolo dal suo egoismo, dalla sua cattiveria, dal suo protagonismo vacuo ed ipocrita, quel qualcosa che, a ben vedere, costituisce uno dei tratti, uno dei tesori che in passato hanno dato lustro, fama ed orgoglio alla nostra storia cittadina, al nostro essere cerisanesi; sto parlando di tesori quali il talento, la creatività, l’arte, l’arte musicale, in particolare, che hanno avuto in alcuni nostri concittadini alfieri monumentali. E’ questo il patrimonio di cui ancor oggi Cerisano può andare fiera, un patrimonio che per un periodo è sembrato anch’esso sul punto di essere travolto dal turbinoso coacervo di negatività annidantesi nel nostro paese. Ed invece, miracolosamente, il talento, la creatività, l’arte, l’arte musicale, hanno ricominciato ad assurgere ad elemento primariamente costituente il nostro Dna socio-culturale, e le manifestazioni di questo risveglio, di questa rinascita si sono avute proprio recentemente, in queste settimane. Un risveglio che ha avuto tangibile manifestazione ed apoteosi in una sera di luglio, nel borgo storico, di fronte ad una Chiesa, una bellissima Chiesa, la Chiesa del Carmine, in occasione dei solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine del Monte Carmelo, nel corso di uno spettacolo dedicato agli autori musicali storici cerisanesi, a quegli artisti che hanno dato un’identità artisticamente nobile e ineguagliabile alla nostra realtà cittadina: Mario Greco, Fulvio Vercillo, Mario Longo e Cicco Basile sono, in effetti, le colonne di un fenomeno artistico che negli anni s’è consolidato e sviluppato ed al quale lo spettacolo andato in scena al Carmine ha inteso ridare slancio e spinta propulsiva, partendo da...Quando la musica nasceva a Cerisano. Uno spettacolo unico e bellissimo, fortemente voluto dal presidente Antonio Greco, che ha dato ai cerisanesi l’opportunità di assaporare atmosfere magiche e di apprezzare non solo il grande talento dei ragazzi della Scuola Media, l’impegno e l’abnegazione (peraltro dimostrato in più occasioni) dei giovani coristi della Congrega del Carmine, le eccellenti doti vocali di Maria Greco e del polistrumentista Peppino De Bartolo, ma anche, e soprattutto, l’ottimo lavoro in questi anni portato avanti da maestri come Fabrizio Zecca e Donatella Belmonte, i quali sono i degni continuatori della scintillante opera educativa del Maestro, del loro e del nostro Maestro, Mario Greco. Da quella sera di luglio in avanti s’è ridestato, in paese, la passione per tutto ciò concernente l’ambito musicale, che ha messo nell’angolo, almeno momentaneamente, le negatività affliggenti la nostra realtà locale e che ha trovato splendida conferma in occasione delle fantastiche performance tenute successivamente dal coro Gospel, il quale dopo aver incantato i fedeli in occasione della Santa Messa solenne del Carmine, ha illuminato i Solenni Festeggiamenti in Onore di San Lorenzo Martire: un successo, un autentico trionfo, che ha messo in evidenza non solo la bravura dei componenti, ma, soprattutto, le doti innate del direttore, maestro Massimo Belmonte, e del suo vice, il talentuoso musicista Tommaso Greco, i quali, come giustamente sottolineato anche dal nostro don Enrico, portano in alto il nome di Cerisano, contribuendo (unitamente alla locale Banda musicale, abilmente diretta dal maestro Renato Greco) a dare continuità ad una storia, una bella storia: la storia di una vocazione artistica, che poi è la storia di un paese, un paese che in questa vocazione, in questa identità nobile ha la sua forza, quella forza che è superiore a qualsivoglia negatività, al livore, all’invidia, alla venalità mascherata, al settarismo, al fanatismo mondano, quella forza di cui tutti, volente o nolente, devono prendere atto, rendendo merito a chi è realmente capace, a chi è veramente bravo, a chi dona concretamente e creativamente lustro alla nostra comunità.

A loro, ai nostri veri artisti, di ieri e di oggi, un sincero applauso. BRAVI!