Opinioni

Il punto di Luciani


CASTAGNESample ImageIN PSICOTERAPIA 

 
Sabato, si è ripetuto, l’esercizio di incapacità politica e amministrativa di questa maggioranza.
In mattinata la istituzione di un centro di ascolto psicologico. Della cui utilità nutro dubbi e perplessità, se non la certezza, che  sarebbe meglio evitare alle persone di cadere in depressione. Certo subire continuamente dispetti, vedere raccomandati passarti avanti e in più subire l’aumento delle tasse e tariffe non agevola a mantenere un corretto equilibrio psicologico. Forse l’amministrazione, resosi conto dei danni che sta procurando in un sussulto di umanità , crede così di correre ai ripari, anche se farebbe meglio a evitare tutte le condizioni che minano la serenità dei cittadini. Intanto aspettiamo ancora il rendiconto del difensore civico, dello sportello del consumatore, che condividono gli uffici con la mediateca. Ma questo centro lo metteranno anche nella casa della cultura? . Ma dove li mettono? Uno sopra l’altro?
In serata la sagra delle castagne , sagra che su 400 comuni calabresi fanno in 401, che non è altro che l’ipocrita occasione di passare un po’ di tempo con gli amici alle spalle dei contribuenti, con la scusa che queste manifestazioni porterebbero turismo o altre amenità simili.
L’Assessore reo in settimana di farsi beccare con due fari accesi in Piazza Zupi dal Festival delle Serre circa 60 giorni, ( la bolletta energetica del Comune di Cerisano quest’anno toccherà 100 mila euro con un incremento del 20%), dopo aver subito l’umiliazione della discarica abusiva, pochi cartoni ma significativi politicamente per chi ha fatto una bandiera dell’ipocrito ambientalismo a due facciate; -  dopo averci annunciato la fabbrica dei prodotti tipici, poi il mercatino domenicale, resosi conto della incapacità politica di realizzare quello promesso, si consola con feste e festini, lui che dello spreco pubblico era il censore indefesso e intransigente. ( premio alla coerenza)

La storia si ripete 

Nella storia d’Italia, si sono contate due generi di decadenze economiche, La prima fu quella dell’Impero Romano, rovinato da una crisi fiscale, necessaria quando non si riuscì più a nutrire le plebi di nullafacenti di Roma.
La seconda quella che nel 600  rovinò le produzioni e le persone che producevano,  a causa dei veti e degli ostacoli delle corporazioni e dei gruppi di potere.
Tasse e gruppi di potere , due mali ricorrenti anche oggi nel nostro Paese e non c’è bisogno di essere storici per riconoscere queste negatività anche nei tempi che viviamo.
Addizionale IRPEF, spazzatura che aumentano; sprechi vari, 100 mila euro per il Festival, 100 mila euro per le indennità dei burocrati, difensori civici, sportelli consumatori, centri psicoascolto, associazioni  vari, annunci  e nessuna realizzazioni, aumento del costo dei consumi elettrici, aumento della manutenzione ecc. ecc.
Basta essere uomini liberi, per sentire come nel presente riviva troppa di quella ipocrisia che già in passato ha rovinato tutto e generato umiliazioni, povertà e male morale.
Se non c’è productivity of labour ( prodotto e lavoro) e ci sono solo festini inutili e enunciazioni di cose ectoplasmatiche, non  ci vuole un economista e capire il perché di tante famiglie sull’orlo della povertà.
So che molti nell’intimo la pensano come me , ma non possono o non vogliono dirlo. Ma se continua a prevalere l’istinto a vivere sul lavoro altrui, e a proteggersi con la cattiva politica, pensate veramente che non arriverà mai la stanchezza di chi produce e vive su se stesso e non a spalla degli altri? Dobbiamo arrivare al crollo per capire la follia che stiamo vivendo?

Ve lo do io il Partito Democratico

E nel frattempo c’è anche chi si gloria del effimero e falso successo della nascita del PD. Un PD che non è altro che la fusione dei post comunisti e dei post democristiani, che nasce con due caratteristiche negative: vecchio e conservatore. Vecchio perché è il frutto di una ideologia ferma agli anni 70 e incapace di adeguarsi alla realtà del terzo millennio. Conservatore perché difende l’alleanza tra capitalismo privato foraggiato dalle casse statali e le grandi confederazioni sindacali chiuse attorno ai propri privilegi. Il mastice di questa unione è la spesa pubblica, la utilizzazione del pubblico denaro per la conservazione delle tre grandi caste  che tengono sotto controllo il Paese. Quella politico sindacale, quella burocratica e quella dei gruppi industriali foraggiati dalla spesa pubblica.
A Cerisano è successo la stessa cosa, il PD è stato fatto ancora prima nell’unione dei post comunisti ( esclusi i coerenti, e i post democristiani ( esclusi i coerenti), anche loro devono conservare le caste dei politici, quella dei burocrati e quella degli imprenditori che stanno sul mercato con l’aiuto del pubblico. Il mastice di questa unione è la spesa pubblica e l’aumento della tassazione senza nessuna programmazione o progettualità.
Ma nella serenità di quello che è successo, quello che lascia stupito, che qualcuno ancora in questa maggioranza si definisce di destra o socialista o liberale o ambientalista .Così come nel PD tutte queste culture a causa della fusione dei gruppi dirigenti della ex DC e dell’ex PCI, non hanno posto, così in questo Paese altre culture e ancor di più la destra non può esistere, se non come rappresentazione di statuine senza voce e figurelle senza pari dignità, e figuranti accontentati ogni tanto con una giornata in montagna o una serata a castagne spacciata come chissà quale azione politica!!

I conti non tornano

Intanto ci avviciniamo alla scadenza del 30 novembre. L’Ente ha dovuto subire il vergognoso incasso di Palazzo Serale solo 5000 euro a fronte dei 50000 previsti. I biglietti del festival hanno dato la miseria di 1300 euro, alla faccia della qualità e degli spettatori. Ma incombe la possibilità che la Regione non dia i 40000 euro previsti e che l?ente debba subire una ulteriore spesa imprevista. Nemmeno i 2850 euro previsti come incasso parcheggi sono stati realizzati. Ma incombono anche i 120.000 euro previsti come accertamenti anni precedenti, e di cui il revisore ha chiesto i ruoli con urgenza. Ma anche nei residui attivi esistono circa 160.000 euro di crediti forse non più esigibili.
L’Ente sono ormai tre anni che va in negativo di competenza, i conti peggiorano, i vigili ausiliari promessi sono svaniti, così le stabilizzazioni.

Psicodramma finale

Si va avanti come una nave in tempesta senza  comandante e senza meta, o forse è solo una barca il cui nocchiero si chiama Caronte, e li sta traghettando ormai verso la fine.
E come per il Titanic, indistruttibile e inaffondabile, i suonatori continuano a suonare, a fare castagne , festini, paste e alici. L’orchestra suona, sempre più forte, nemmeno la barca che si inclina li fa pensare, e intanto la nave affonda e quello che è più triste che con i suonatori e con i festaioli, affondano i lavoratori, i camerieri, i marinai, e la tanta gente che voleva  solamente portare avanti la propria famiglia, senza effimero, senza fuochi d’artificio cotillons e coriandoli.
Quella gente , che invece di trovare servizi, lavoro, un giorno si alza e trova alla porta l’avviso che quello strano è proprio lui, che ha quindi bisogno di essere psicoanalizzato. E come ultima beffa, affondando insieme agli altri, vedrete che dalla scialuppa di salvataggio per i pochi eletti, saranno buttati fuori, per far posto a suonatori, ballerini e ballerine, il psicologo e un sacco di castagne.

 
Luciani Luciano