Opinioni

Un comportamento da censurare

Il Sindaco ha sbagliato

Non vi nascondo di aver provato uno stato di profonda angoscia nel partecipare al Consiglio Comunale tenutosi ieri, di mattino, ad un insolito orario, appunto alle ore 9.00. Alla fine ho pensato che se fosse stato celebrato, il consiglio, di sera, con una presenza del pubblico maggiore, con i supporter pronti a mostrare il pollice verso, l’esaltazione avrebbe raggiunto livelli di guardia pericolosi e magari, l’epilogo sarebbe stato diverso. Il confronto dialettico non appartiene a questo consiglio, forse nemmeno a questa comunità, a questo paese maledettamente diviso su tutto. I veleni della campagna elettorale non sono per nulla dispersi nell’aria che ogni giorno che passa, al contrario, diventa più irrespirabile.  La deriva non ha origine nell’ultima competizione elettorale ma prima, molto prima. La sua genesi risale all’epoca in cui un coacervo d’interessi e di ambizioni tradite si sono messe insieme per tentare la scalata al potere. Un professionista diventa paladino e riferimento di questi poteri forti indicando un Sindaco che per dieci anni fa arretrare il paese garantendogli lo stipendio e la sussistenza. Ne individua un altro decidendo di contarsi, di metterci la faccia e passare all’incasso elettorale, ripudiando l’esperienza della quale è stato contitolare. Provate a guardarvi intorno, con serietà senza filtri d’appartenenza, provate a dare un giudizio spensierato. Scorgete chi lavora per il comune, chi sono i beneficiari di politiche a limite del “senso del pudore”. Sono differenti le storie politiche personali del Sindaco e del Vice Sindaco. Il primo è stato allevato, come a lui stesso piace ricordare, nelle sezioni di partito, nelle federazioni con un crescente obiettivo della realizzazione politica, dell’occupazione d’incarichi elettivi, in cerca delle opportunità che la politica può dare, con il credo del dare per ricevere. Il secondo ha annusato il potere l’ha usato, non vuole perderlo per garantire non solo se stesso ma anche coloro i quali, si aggirano nelle stanze del comune, affetti da gravi malattie di astinenza. Due storie diverse che hanno trovato un’astrale convergenza. Ma questa volta, Sindaco, hai sbagliato, l’irritazione ti ha giocato un brutto scherzo ti ha fatto commettere un gesto inconsulto, potevi fermarti al “volgare” persino al “vigliacco”. Una reazione incontrollata, imprudente, sconsiderata, frutto dalla sindrome dell’infallibilità, dell’intolleranza derivante da un’errata interpretazione della vittoria elettorale, che vi consente e obbliga a governare, ma nulla più. La vittoria elettorale non vi fa godere dell’immunità, dell’impunità, ne vi consente di privare le opposizioni, la gente, di spazi d’agibilità democratica. Questo è un punto fermo della nostra azione pubblica e su questo non concederemo sconti. Mai. F.Z.