Opinioni
Non mollate
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- Pubblicato: Mercoledì, 18 Maggio 2011 05:11
A GIANFRANCO, MARIANO, ENNIO, ANGELA, ANDREA, MARIA, JAMES, PINUCCIO, ALESSANDRO, PIERO, CICCIO, PIETRO, FABRIZIO
La cosa più bella, dopo una sconfitta, sta innanzitutto nel saperla onorare , con un’analisi serena, soprattutto quando non è la conseguenza di vecchie logiche o di demeriti comportamentali, ma quando si è stati più ingenui e meno bravi degli altri, basandosi su promesse fatte e non mantenute. Allora bisogna essere disposti a riconoscere la realtà senza cercare di costruirsi alibi, solo cosi aumentano le possibilità di superare la sconfitta per poterla un domani ribaltarla, senza pensare che essa sia stata una brusca frenata nella corsa verso la vittoria, ma uno stimolo maggiore ad impegnarsi per trasformarla in una riserva di ritrovate energie per ricominciare di nuovo dal principio. Ogni sconfitta è utile, a patto di saperla leggere ma sopratutto di saperla accettare, solo cosi certamente non sarà semplicistico ridurre la sconfitta ad una superficiale rassegnazione dignitosa di fronte ad un risultato negativo. Dopo una sconfitta si può anche essere vincitori se si ha il coraggio di capire i valori della rinuncia, della fatica e dei doveri ed accogliere la sconfitta con uguale umiltà come se fosse avvenuta una vittoria Ed allora ognuno di noi, travolto dalla sconfitta, deve essere capace di rientrare nell’arena della competizione ripercorrendo lo stesso tragitto sul quale rinnovare lo scontro/confronto sereno quale premessa per un indispensabile percorso da condividere, ripartendo con umiltà e capacita di ascolto, in modo da poter ottenere una vittoria ben più grande che non quella, come se, si fosse vinto lo scontro stesso. Anche perché il bene pubblico è (o dovrebbe essere) l’obiettivo vero della politica piuttosto che la vittoria o la sconfitta personale di un candidato.Grazie di cuore per tutto il vostro impegno!!Potete dire con orgoglio "C'ero anch'io" Vincenzo Bilotto