Opinioni
Ancora insieme
- Dettagli
- Pubblicato: Giovedì, 14 Aprile 2011 05:35
Per loro stessi, per far del male. Solo male.
Il 14 maggio del 2001 si recò presso la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo proveniente dalle vicine Scuole elementari, sudato dall’emozione, in preda ad un sentimento orgasmico. Trova la porta chiusa, si dimena, bussa alla casa canonica, non vi trova nessuno. Ma è proprio la giornata fortunata! Da lontano scorge il collaboratore di Don Gabriele lo implora di aprire la porta della Chiesa. Una mandata, due mandate, tre mandate e la porta si spalanca. Con fare prepotente, brusco, sposta di brutto il sagrestano quasi a farlo rotolare dalle scale. Percorre la navata centrale della chiesa in un battibaleno, arriva dinanzi all’altare e s’inginocchia. Il colorito della sua pelle diventa paonazzo, i baffi s’increspano, urla posseduto da qualcosa di soprannaturale ringraziando il Cuore di Gesù, del quale si professa devoto, per la grazia ricevuta. Si prostra in preghiera, col capo chino, fino a toccare il pavimento, ma non chiede perdono per le acclarate malefatte, non si pente dei peccati compiuti, non chiede indulgenza per non aver osservato il settimo e l’ottavo dei comandamenti. E’ troppo grande la gioia per essere divisa con la penitenza per l’espiazione dei propri peccati. La grazia ricevuta si sconta col piacere di una ritrovata sintonia con i “nemici” di sempre, quelli oltre il giardino, i nemici del suo mentore, del suo padre spirituale. L’unico che aveva capito di che pasta sono fatti. L’unico che ebbe il coraggio di affrontarli a viso aperto liberando il paese da un’incomprensibile egemonia. Si ritrovano insieme, di nuovo, ma i ruoli sono da comprimari, da attori non protagonisti. Si ritrovano insieme con l’intento di saccheggiare il paese come in questi ultimi 5 anni dall’alto dei loro uffici pubblici. Si ritrovano di nuovo insieme perché messi alla porta dall’ultimo alleato. Si ritrovano insieme i protagonisti dei momenti più funesti della storia politica locale. Si ritrovano insieme per far del male non al singolo che li ha fronteggiati e continua a fronteggiarli a viso aperto in nome della libertà e della giustizia, ma a tutto il paese a quel paese che saprà ragionare, decidere e punire. Poi, sarà la giustizia divina a riparare a quello che non ha saputo fare la giustizia terrena.Questo è sicuro. Per chi crede in Dio!