Opinioni
Giovani liberi
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- Pubblicato: Lunedì, 04 Aprile 2011 06:25
La paura di vivere in libertà
Il “reclutamento” dei giovani non mi appartiene. Semmai sono interessato alla loro crescita, alla loro autonomia e al loro attivismo. Questo non lo dico solo oggi, lo testimonia la mia piccola, piccolissima storia politica. Anche perché sarebbe impresa ardua osare il contrario. All’inizio degli anni ‘90 ero un animatore dei giovani socialisti, un’organizzazione, che fra le altre cose, suppliva alle carenze “governative” sul fronte del “tempo libero”. I giovani socialisti erano capaci di organizzare manifestazioni che sono diventate “storia” del nostro paese come ricorda il volume di Luigi Bilotto “Fotogrammi del 900”. Non pretesi mai sostegno personale
quando decisi di cimentarmi nelle competizioni elettorali ancor meno iscrizioni al partito dei “grandi” del quale ero segretario, tantomeno consensi per i candidati di riferimento provinciale nelle varie elezioni regionali o politiche. Sono altri, scaltri “professionisti” a voler usare e strumentalizzare la categoria “giovani”. Il commento di Luciano Luciani del 31 marzo, postato sul sito, ha scatenato una polemica senza fine su facebook che mostra evidente la difficile “irreggimentazione” dei giovani soprattutto se associati a qualche sigla o a qualche candidato. Senza voler interpretare Luciani, a me pare che il commento guardava in termini positivi, le esperienze associative delle organizzazioni giovanili soprattutto Cloe, (la quale ha dichiarato e reiterato a più riprese di non essere interessata ad avere una connotazione politica), magari associando le scelte personali di qualche singolo a quelle del gruppo. Diversa la posizione della Fabbrica di Niki che nasce proprio come laboratorio politico per il sostegno alla candidatura di Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra per l’individuazione del candidato premier. Un candidato premier che fa di tutto per scrollarsi di dosso l’etichetta di ex comunista ma non quella di portatore dei valori della sinistra. Essere di sinistra questo significa: stare dalla parte dei bisogni, stare dalla parte dei deboli, essere diversi da quelli che aiutano a vincere la destra rampante. Forse essere di sinistra significa fare politica con coraggio e senza paura. Essere di sinistra forse significa combattere battaglie di legalità, di civiltà e di progresso. Appunto, combattere per un ideale, per un sogno. Tuttavia gli animatori di Cloe e della Fabbrica di Nichi pur non avendo operato una scelta di gruppo avranno le loro idee e le loro preferenze verso questo o quel candidato, verso una parte politica o altra. Sicuramente non si asterranno dal voto nell’imminente competizione elettorale del 15 e 16 di maggio quindi saranno protagonisti “attivi” della competizione elettorale non “passivi” come i candidati, lo faranno nella loro autonomia secondo i loro convincimenti, magari secondo vincoli parentali, amicali, con l’orgoglio di essere tali senza la preoccupazione di apparire schierati. Anche questa è libertà. Fabrizio Zecca