Opinioni
Consiglio Comunale "squilibrato"
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- Pubblicato: Giovedì, 21 Ottobre 2010 06:56
Tutti al consiglio per guardare negli occhi chi si assume la responsabilità
Questa sera si terrà il consiglio comunale “intimato” dal Prefetto di Cosenza a seguito della violazione della norma del TUEL, che prevede l’approvazione della deliberazione sulla “salvaguardia degli equilibri di bilancio” entro il 30 settembre. Per l’amministrazione una sconfitta politica e un imbarazzo istituzionale rilevante, per il paese l’ennesima brutta figura. Ancora più grave, sembra essere, la proposta di deliberazione avallata dall’ufficio finanziario e persino dall’organo di revisione per la quale il consiglio stasera è tenuto a discutere. Se venissero confermate le indiscrezioni il consiglio si troverà di fronte ad una proposta di delibera dove si evince che non sussistono squilibri e che per tutte le entrate si ha la certezza di realizzazione. In sostanza la fotografia di un ente virtuoso senza problemi finanziari. Appare, a questo punto, quanto meno strano, decifrare il perché il consiglio comunale non si sia celebrato entro i termini di legge. Ancora più strano è apprendere che il comune non soffra di problemi finanziari. Una mistificazione che cozza contro i reiterati richiami della Corte dei Conti. Una turlupinatura che si infrange contro un tangibile disastro finanziario. Provate a conoscere l’ammontare dell’anticipazione di cassa (soldi presi in prestito dalla banca per far fronte alle spese correnti che producono interessi passivi). Provate a chiedere qual è la percentuale di gettito dei ruoli di canoni e tributi. Provate a chiedere a quanto ammontano i debiti verso ENEL per la fornitura di energia elettrica, verso la Regione Calabria per la fornitura dell’acqua, verso disparati fornitori di beni e servizi. Le risposte dovrebbero suscitare in ogni componente il consiglio comunale un sussulto d’orgoglio legato alla missione fondamentale di rappresentante del popolo. Fra le carte è possibile scorgere alchimie che smascherate farebbero cadere tutto l’impianto del bilancio, che è previsionale al momento dell’approvazione ma è per gran parte consuntivo, di fatto, al 21 ottobre, e metterebbero in forte dubbio la stessa approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio, strumento pensato appositamente dal legislatore per aggiustare i conti e riguardare le previsioni. Se si ha la certezza di una mancata entrata non si può non prenderne atto. Di fatto si profila il non pareggio del bilancio. Se qualcuno lo farà, e purtroppo qualcuno l’ha già fatto, se ne assumerà tutte le responsabilità. La salvaguardia degli equilibri dovrebbe essere garantita dall’obbligo posto a carico del Consiglio di procedere, almeno una volta ogni anno, alla ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi economico-finanziari; l’esito negativo dell’accertamento dovrebbe far scattare l’obbligo, a carico del Consiglio, di adottare i provvedimenti necessari per il ripiano dell’eventuale disavanzo di amministrazione o di gestione utilizzando tutte le entrate e le disponibilità, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle aventi specifica destinazione per legge, nonché i proventi derivanti da alienazioni di beni patrimoniali disponibili. Se queste disponibilità ci fossero, altrimenti………