Opinioni

Vi sembra giusto?

Chi sono i padroni?

Fiori d’arancio, giovedì sera, 30 settembre, al Sersale: bella gente, bei vestiti, bell’ambiente, insomma. Tutto bello, bellissimo, con annessa una chicca, per, tutti, consueta e, per molti, indigesta, ovvero l’interdizione di Piazza Paura alla sosta delle automobili dei residenti e di chiunque altro risultasse estraneo all’esclusivo banchetto nuziale, ospitato nell’antica residenza ducale cerisanese. Chissà, forse un garbato omaggio alla sposa… Poveri DERELITTI, sia i RESIDENTI, sia NOI TUTTI, SEMPLICI  CITTADINI di questa malcapitata realtà paesana; poveri REIETTI, impossibilitati, peraltro, a posteggiare anche nel parcheggio situato a tergo della Chiesa del Carmine, occupato in ogni ordine di spazio dalle vetture degli eleganti ed illustri convitati. In ogni caso, a parte l’ironia, il quesito che mi pare ovvio porre è questo: i vari divieti, imposti ai residenti su Piazza Paura ogni qualvolta IL NOSTRO PALAZZO ospita meeting gastronomici analoghi a quello di giovedì scorso, sono regolati da una specifica ordinanza comunale? E, tale ordinanza, trova fattore legalmente giustificativo? Interrogativi, questi, che, sia in un senso, ovvero in presenza di un divieto ordinato in ambito amministrativo, sia nell’altro, ossia  al cospetto di un’imposizione non definita da un atto ufficiale (cosa che, a quanto mi risulta, è più probabile), ci dischiudono lo scenario di un Ente che danneggia ingiustamente la sua comunità amministrata; infatti, qua due sono le questioni da considerare razionalmente: o l'amministrazione comunale ha, ancora una volta, SPERNACCHIATO TUTTO e  TUTTI, in primis i suoi cittadini, "SVENDENDO", insieme al Vecchio Palazzo, pure lo spiazzo antistante (ammesso che la sua “occupazione” comporti un qualche, irrisorio, emolumento per le casse comunali), o qui si sta PERPETRANDO un ABUSO proditorio, ai danni dei cerisanesi, QUANTO MENO tra l’inerzia, ergo, con l'APPOGGIO de facto, dell'Amministrazione Comunale. SIGNORI, IN TUTTI I CASI, VERGOGNA!!! E mi sovviene anche un dubbio: pur in presenza di un accordo contrattuale in merito e, quindi, delle conseguenti ed occasionali ordinanze comunali, può uno spazio pubblico essere messo completamente a disposizione di un privato, per faccende private, quale, appunto, un simposio matrimoniale, senza predisporre adeguate tutele per l'interesse collettivo? Mah!!! Misteri, da chiarire nelle sedi opportune, iniziando dal principio…   Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale