Opinioni

Festival delle Serre assassinato?

No, perchè questo non è il Festival delle Serre!

Il Festival non è morto, è stato assassinato. Tramortito sotto i colpi di scelte sbagliate conseguenti solo alla gestione del potere. Ricordate quanti pass per entrare agli spettacoli?  Ricordate quanti giovanissimi rampolli di famiglia reclutati nell’organizzazione che sfoggiavano attaccato al collo il variopinto lasciapassare con la scritta Staff? Ricordate quanti biglietti gratis si distribuivano agli amici ed agli amici degli amici? Tutto questo aveva un costo in termini di economie che hanno creato più di un problemino alle casse comunali. L’esigenza di apparire diversi ha innescato un diabolico cortocircuito. Le scelte scellerate di non allestire i teatri nei luoghi che hanno fatto grande il Festival si è rivelata disastrosa. È venuto meno il protagonista principale del Festival, il paese, le sue pietre i suoi colori, i suoi odori. Le scelte artistiche di escludere la Lirica hanno depauperato il festival di un certo pubblico. Man mano risultavano evidenti lacune organizzative che hanno allontanato il pubblico. La comunicazione prediligeva il messaggio che al Festival venissero impegnati giovani per spostare le sedie anziché promuovere il progetto culturale. Tutto in ragione di una strategia clientelare finalizzata ad organizzare il consenso elettorale. E di anno in anno sempre peggio fino ad allontanare l’interesse dalla manifestazione, fino ad allontanarne definitivamente il pubblico. Gli ultimi due anni, gratificati dai finanziamenti POR, sono stati quelli più disastrosi, il progetto distaccato dalla filosofia di un Festival di successo, l’organizzazione lacunosa e approssimativa condita da irragionevoli spese folli, lo spostamento delle date canoniche hanno di fatto dato un volto nuovo alla manifestazione. Ecco perché questo non è il Festival delle Serre. Altro che problemi economici. Il Festival delle Serre non conserva solo il blasone ma è vivo perché la manifestazione a cui si assiste da tempo non è il Festival delle Serre. È una manifestazione taroccata che è servita ad altro e ad altri. C’è un morto ma non è il festival, perché è riuscito a salvarsi per un incredibile scambio di “persona”.