Opinioni

Io ho tentato!

La mia esprienza la racconto io

Ringrazio l’amico Pierfrancesco, per la sua volontà di contribuire alla crescita della comunità, attraverso i ragionamenti, le analisi, le proposte. Tanti altri, invece nascondono il vuoto di idee, di proposta, di comunione, attraverso discorsi  tra gli stessi , tra pochi soliti;  che hanno per tema l’insulto degli altri, e come alternativa alla proposta , quella della promessa, cinica , falsa, e moralmente disdicevole. La tua analisi sul Sersale, mi dà l’opportunità di parlarne, e di rettificare alcune cose, che magari nella foga della rabbia, per cotanta sciatteria politica, che colpisce tutte le persone intelligenti, che sanno puntare sulle proprie  capacità, e pertanto sono consapevoli della risorsa che il Sersale poteva rappresentare, che hai dimenticato. Tra il progetto Leonardo degli incubatori, e la svendita economica oltre che morale ed identitaria del Palazzo Sersale, esiste un lasso di tempo che va dal 2001 al 2004, in cui le cose sono andate diversamente. Non  perché me ne occupassi io del Sersale, ma perché avevo cura, che non se ne occupassero gli altri. Già a settembre 2001, la proposta indecente, attraverso l’intercessione di una famiglia di   Cerisano, era già arrivata al sottoscritto, quando ad una cena in cui mi aveva portato il Sindaco , in un ristorante di via Montesanto, gestito dalla stessa società che adesso è affittuaria del Palazzo, mi era stata fatta conoscere la Società. La stessa allora gestiva mi pare anche un Palazzo storico di Firenze, oltre a effettuare servizi catering in Calabria. Per la verità sia la società, che la proposta si presentavano bene, ma dissi poi al Sindaco, che non si poteva interrompere un percorso di restituzione del palazzo alla comunità, e soprattutto che l’ambizione era quello di favorirne lo sviluppo, con il management, lasciato in capo all’Ente Comune, e quindi alla comunità. Detto questo, ripresi in mano il progetto Leonardo, convocai il proprietario della società romana ABACUS, che era il soggetto attuatore del progetto europeo, in partnership con il Comune, ed evidenziai, allo stesso, alcune  lacune, ( a mio parere ) e la volontà di dare diverso indirizzo , e ampliarne i centri di produzione di servizi, per sfruttarne le sinergie. Dissi, che da solo le botteghe artigiane, era come costruire le classiche “ cattedrali nel deserto”, non avendo noi artigiani artistici, né potendo dare soprattutto agli stessi, la possibilità, di usufruire di agevolazioni e soprattutto di un composto di utenze e di servizi. Illustrai il nuovo progetto che avevo preparato da presentare sui POR( chi vuole documentarsi può andare a leggere la delibera a cui il progetto è allegato). Tale progetto prevedeva la Formazione Professionale al terzo piano, il servizio di catering e caffetteria, le botteghe, un centro documentale eccetera. Chiamai al tavolo di concertazione anche Sviluppo Italia, e chiudemmo l’accordo tra l’Ente Comune, l’Abacus di Roma,   che oltre farsi carico della progettazione, assicurava la continuità del percorso intrapreso, e Sviluppo Italia attraverso l’allora dirigente Cristoforo, che ne assicurava sia i finanziamenti sia le competenze di star- up. Nel frattempo chiudevo un accordo con l’UNICAL, attraverso il professore Chidichimo della facoltà di  chimica, per la creazione di un protocollo e di un brevetto per la creazione della fibra di ginestra, a cui la FIAT era interessata( anche in questo ci sono le delibere e gli atti). Nelle more che l’Abacus completasse il progetto per come gli avevo dato indirizzo, si predisponevano le carte per l’accreditamento di Palazzo  Sersale, si crearono le aule al terzo piano, si diede corso alla creazione dell’aula informatica, degli uffici e di tutto quello che la Regione Calabria prescriveva. Si  riuscì pertanto ad accreditare la struttura come abilitata alla formazione professionale, e sulla stessa si accreditò sia l’ABACUS, sia, e questo suscitò meraviglia, per la prima volta in Calabria e penso tra le prime in Italia, si accreditò persino il Comune come ente gestore dei corsi. Per la prima volta un Comune , diventava soggetto non solo promotore di processi di sviluppo, ma persino attuatore. Nel frattempo chiudevo con CONFARTIGIANATO e confidi, anche qui primo in CALABRIA, UNA INNOVATIVA convenzione per l’accesso al credito delle piccole imprese, poi copiata da altri Enti tra i quali la Provincia di Cosenza. (e tra gli imprenditori che ne usufruirono grazie ai miei uffici e alla convenzione, uno che aveva veramente una difficoltà di acceso al credito importante)Il 2003 e il 2004, nel frattempo ( da solo e sempre con l’ostilità montante dei miei compagni di viaggio fomentata dai veri poteri occulti che si vedevano man mano togliere risorse e restituirle ai cittadini ) era nato l’EXPO Calabria TOUR, con il suo Premio Cassiodoro, Premio Cerisano, con la presenza dei migliori artigiani calabresi, con la presenza dell’ambasciatore del Senegal, e di tanti altri politici importanti che dovevano prendere a tutela il progetto complessivo , di cui il perno era il Sersale. Non la faccio lunga, perché raccontare quei 24 mesi vissuti costantemente, tra Catanzaro, gli uffici di Sviluppo Italia, Verbania, Roma, sarebbe troppo lungo. O raccontato i capitoli di una proposta che nella continuità del Progetto Leonardo, avevo completato nella ideazione, e stavo cominciando a completare nei risultati. Quando me ne sono andato, ormai l’aria era irrespirabile per me , si arrivava ormai ad un segretario colluso con  qualche potente di turno che mi inibiva la visione delle delibere( sic) con  gente che fingeva svenimenti e chiamava il medico ad ogni mia contestazione, per minacciarmi. Gente che arrivava a piangere se dicevo che qui non andava, altro che si sentiva gridare dal suo ufficio perché io avevo chiesto di vedere una carta. Verbali di Consigli Comunali, in cui mi si mettevano in bocca frasi non dette, e che io dovevo rettificare alle sedute successive, per non trovarmi con a carico dichiarazioni non fatte, ma che altri avrebbero potuto usare contro di me e la mia famiglia. QUESTA E UNA PARTE DI UNA STORIA da una parte esaltante, da altre parti SCHIFOSA, VERGOGNOSA, CHE MOLTI VORREBBERO RIMUOVERE DALLA STORIA DI QUESTO PAESE. PERTANTO CARO PIERFRANCESCO NON DARE SPAZIO A QUELLI CHE RACCONTANO LA STORIA CHE VORREBBERO. MA TU CHE SEI UN RAGAZZO ONESTO AIUTAMI A RACCONTARE NON LA MIA STORIA , MA LA STORIA DI UNA RIVOLUZIONE POSSIBILE FATTA DI IDEE COMPETENZE IMPEGNO, CONTRO UNA REALTA’ FATTA  DI BUGIE IGNORANZA CATTIVERIA SCIATTERIA. Ad altri, quindi , il disonore, e la dimostrazione del regalo Sersale per incapacità progettuale. Io non mi impegnerò più direttamente, non perché non rispetti questo Paese, ma perché nella vita c’è un tempo per tutto. Io credo che il mio tempo l’abbia dato, ma comunque continuerò a battermi per le mie idee, e spero che queste possano continuare magari aggiornate e rivedute, a  camminare sulle gambe dei giovani come te, e non siano soffocate    insieme alla speranza di tanti incolpevoli cittadini, dalla voglia di apparire, di ricchezza e di potere di pochi, insignificanti personaggi, che della loro vita hanno fatto solo un  imperativo categorico al proprio egoismo. Grazie per avermi dato questa opportunità, come tu sai , sempre a tua disposizione. Luciano Luciani