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Chi ben comincia...
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- Pubblicato: Mercoledì, 04 Agosto 2010 11:36
Il primo scritto da consigliere comunale
Quando, quattro anni addietro, sul principiar della primavera, prese avvio l’avventura del movimento “Per Cerisano”, nei vicoli, nelle piazze, nelle strade della nostra (un tempo) ridente cittadina, era palpabile un fermento, una voglia d’innovazione, di mutamento della realtà esistente, che riempiva di fiducia, ma soprattutto di orgoglio, quelle persone, quelle donne, quegli uomini che di quel movimento, da cui sarebbe poi sorta l’omonima lista guidata da Franco Caputo, costituivano il cuore, il cervello, l’anima: l’orgoglio di rappresentare, di essere l’avanguardia di quella parte di Cerisano che non accettava passivamente l’inarrestabile declino determinatosi in un lustro di antipolitica amministrativa. Chi scrive ha avuto l’onore di essere parte di quell’avventura, di quel progetto, di quel sogno, scontratosi, alla fine di maggio del 2006, con le logiche, con i compromessi, con le trame del vassallaggio clientelare, dell’interesse particolaristico, del pressappochismo etico-morale. La delusione, la prostrazione conseguente all’esito di quello scontro, che scosse dalle fondamenta il nostro progetto, ebbe come, forse inevitabile, risultante lo sfilacciamento di quella corrente di pensiero che aveva generato il movimento “Per Cerisano”. E’ inutile celarlo: i postumi, in gran parte emotivi, di quell’insuccesso compromisero la nostra capacità di reazione di fronte al reiterarsi, anzi, all’aggravarsi, in seno all’amministrazione comunale, di situazioni patologicamente idiosincratiche con i principi fondamentali su cui dovrebbe essere pensata e, soprattutto, attuata una corretta, oculata e virtuosa gestione di un Ente preposto unicamente al sevizio dei cittadini. Il corposo movimento d’opposizione civica si sfaldava giorno dopo giorno: si determinarono le prime incomprensioni, le prime fratture, mentre gli amici della minoranza consiliare si trovarono ben presto nella difficile situazione di rappresentare nell’assise comunale le istanze di un elettorato disorientato, al cospetto di una maggioranza, che sulla prepotenza, sull’irrisione, sulla delegittimazione, sovente sull’insulto, nei confronti dell’avversario, ha costantemente e pertinacemente enucleato la propria metodologia di comportamento nell’ambito del dibattito politico, a detrimento delle più elementari regole di rispetto democratico. La divisione, che qualche tempo dopo squarciò quello che, in Consiglio comunale e all’interno della società cittadina stessa, restava della lista “Per Cerisano”, acuì, se possibile, ulteriormente il pesante clima determinatosi in paese nei mesi successivi alla tornata elettorale, con gli scempi amministrativi che si continuavano a perpetuarsi tra l’indifferenza e la rassegnazione della comunità cittadina e le turbolenze che attraversavano l’opposizione. Ciò nonostante, il dissenso è riuscito ugualmente a far udire la propria voce, sia, sebbene ostacolata dalla solita protervia istituzionalizzata, in sede consiliare, sia, soprattutto, attraverso canali alternativi, quali la rete d’interconnessione telematica, che ha contribuito (è il caso di questo portale) a mantenere alta e viva, in seno all’agone politico locale, la pubblica discussione in merito ai temi della legalità e della buona amministrazione. Una discussione, alla quale il sottoscritto ha, per larga parte, assistito con interesse, offrendo una partecipazione discreta, forse modesta, per quanto mi riguarda, consona al mio ruolo di componente non eletto della lista “Per Cerisano”: ora, le dimissioni della compagna Anna Maria Palummo, che con impegno e dedizione ha dedicato tanti anni della sua gioventù al servizio della nostra collettività e che, grazie alla sua indiscussa ricchezza morale e culturale, andrà a ricoprire un ruolo di eminente responsabilità in seno alla CGIL regionale, mi daranno la possibilità di addentrarmi nei meandri dell’esperienza consiliare. Spero di esserne capace, ripagando, nei pochi mesi che mancano alla conclusione di questa eteroclita e fallimentare legislatura, la fiducia dei quasi ottanta elettori che nel 2006 mi accordarono il loro sostegno e, soprattutto, cercando di contribuire a rappresentare degnamente gli ideali e i progetti che, quattro anni fa, animarono la nostra battaglia democratica. Lo farò nei modi e nei toni a me più congeniali, lungi da ogni personalismo, cercando di non limitare il compito di controllo, di denuncia, di lotta (doveroso per un consigliere di minoranza) al solo ambito consiliare, ma, soprattutto, cercando di amplificarlo al di fuori di esso, tra la gente, tra i giovani, nelle strade, nei caffè. Cercherò costantemente il dialogo e la collaborazione con gli amici delle opposizioni, non aderendo a nessuno dei due gruppi costituitisi negli anni scorsi, ma lavorando, insieme ad essi, per giungere all’unità, in ogni contesto, delle forze che si sono contrapposte, si contrappongono e si contrapporranno allo stato esistente delle cose, alla deriva morale e politica cui questa comunità sembra ormai inesorabilmente avviata. Sarà nostro compito, delle opposizioni, o meglio dell’Opposizione, creare, in vista delle prossime elezioni amministrative, l’humus adeguato per il cambiamento, ricorrendo, senza dubbio, a tutti gli strumenti che le regole istituzionali ci mettono a disposizione, ma, sopra ogni altra cosa, operando in direzione della presa di consapevolezza collettiva inerentemente alla stagnazione in cui versa la nostra cittadina, acciocché possa realizzarsi quella rivoluzione delle coscienze, strutturata su fondamenta solide, quali la cultura e il senso d’appartenenza alla comunità, necessaria ad innescare un diuturno processo di rinnovamento politico e morale nella nostra realtà locale, liberandola dal ciarpame compromissorio e conservatore, di cui ora risulta rigonfia. Dobbiamo provarci e, se saremo uniti, sono certo che ci riusciremo. Al lavoro! Pierfrancesco Greco