Opinioni

Ventrella e Mancina due dei "Nuovi"

Riusciranno a mantenere fede alla parola data?

Ventrella annuncia la sua candidatura a Sindaco durante i lavori del consiglio comunale, ufficializzando quanto da tempo riportiamo. La notizia non ha suscitato clamore, ne emozioni, non tanto per il fatto che è da tempo che l’interessato abbia fatto conoscere le sue intenzioni utilizzando facebook, ma per il fatto che in pochi credono che gli attuali compagni di viaggio lo seguano in questa avventura, senza sentire il canto delle sirene del “medico”. Già, il medico, che però si ostina a ritenere i componenti il consiglio impresentabili a parte Falsia solo perché ritenuto un buon serbatoio di voti e non di certo un abile amministratore. Già, il medico che avrebbe scelto l’ex componente della giunta del fratello che lui stesso “ha seduto” sulla poltrona più ambita del Municipio, Salvatore Mancina, quale candidato alla successione del fratello stesso. Anche questa ipotesi non suscita interesse perché nessuno ci crede (noi si ndr) perché nessuno crede che il medico possa lavorare per una persona estranea alla famiglia. Intanto si susseguono da più fronti gli inviti per comporre le liste. Si entra nelle case della gente chiedendo adesioni e sostegno a tutto quello che i protagonisti del disastroso decennio che ci lasciamo alle spalle vorrebbero far passare come una cosa “NUOVA”. Di nuovo c’è solo una gran confusione e ambizioni malcelate che si ispirano al modello che ha vinto le ultime tornate elettorali. Un modello basato sul clientelismo e sulla prepotenza. Un modello che ha gratificato con laute prebende taluni e mortificato altri. Un modello che ha anteposto gli interessi personali a quelli di una comunità che è stata messa in ginocchio, violentata e ammazzata. L’analisi delle due consigliature di Loris Greco deve rappresentare il punto di partenza di chi vorrà opporsi alla riproposizione del modello che i due ultimi successi elettorali, seppur di misura, elevano a stereotipo da imitare visto che per tanti è più importante vincere che risollevare le sorti del paese.