Opinioni

Urbanistica e futuro

Le conclusioni della disamina di un protagonista: Luciano Luciani

IL TEMPO DELLA VERITA’ Solo così sarà possibile l’affrancamento dagli errori del passato, solo così si potrà pensare di elaborare una nuova strada per Cerisano, fatta di persone libere, che non hanno paura di esprimere il proprio pensiero, con l’umiltà di avere coscienza di poter non avere ragione. Persone libere che  con la volontà di confrontarsi con altre teste che pensano, riflettono e non riducano la vita e il futuro della gente , ad un terreno di scontri e di inefficienze Dal mio punto di vista,  ho messo da parte tutte le cattiverie, le viltà, le scorrettezze che in questi anni mi sono state fatte, per dare la possibilità a tutti di ricredersi.  che io auspico, che si buttino alle spalle il passato, che una classe dirigente nuova soprattutto negli atteggiamenti  ( non solo anagraficamente) sappia guidare questo Paese verso la normalità. Ma normalità, significa verità. Unità di intenti significa riconoscimento.. ESSERE RINNOVAMENTO NELLA SOSTANZA E NON SOLO NEI PROPOSITI Quindi non basta definirsi contro questa amministrazione, per essere per una nuova stagione. Per dimostrare di poter cambiare passo, ci vuole l’analisi di quello e del perché è successo, e il progetto di quello  che potrebbe essere e di come bisogna raggiungere il risultato. OGGI NON BASTA DEFINIRSI NUOVI perché siamo giovani; perché la sola gioventù può essere un handicap. Oggi non basta definirsi esperti; perché la sola sapienza può rilevarsi insufficiente. Oggi un amministratore che andrà a Cerisano a governare non potrà sottrarsi a tante domande. Perché il vigile urbano è solo, e nemmeno si vede, mentre in pianta organica ve ne sono tre? Perché gli altri due non si immettono nell’organico , mentre abbiamo due uffici tecnici e altre due dirigenti e un segretario comunale con funzione direttive e persino un difensore civico almeno sulla carta. Come ridare a Cerisano il Palazzo Sersale. Come far di  nuovo pagare la Tarsu a 1.15 euro a metro. Mi sembra che i candidati a Sindaco di queste cose non ne vogliono parlare. Di nuovo si tenta di portare a se persone che abbiano famiglie numerose e non persone che sappiano. E soprattutto è chiaro che questi personaggi, daranno il loro voto a quei che si crederanno più abbordabili e non certo alle corazzate invalicabili. Ecco perché il rinnovamento anagrafico soltanto, rischia di essere continuazione delo status quo. E se sbaglio smentitemi , rispondete alle mie domande e farò per voi qualsiasi sforzo possibile per farvi vincere. Ma se qualcuno vorrà portare incolpevoli ragazzi a fare come i precedenti e a rovinarsi il fegato, per rispetto per questi figli, gli voterò contro. Non bastano ancora le inquietudini provocate a tanti? Ancora ne vogliamo creare? Basta. Che si obblighi  chi vuole fare l’amministratore, un esame . In un Italia che per qualsiasi cosa ci vogliono permessi, abilitazioni, licenze, possibile che solo per l’incarico più difficile non ci vuole niente? Questo è a garanzia degli stessi, o forse non ci siamo capitati? Oggi IL VERO RINNOVAMENTO è: avere il coraggio di dichiararsi contro questa storia che ha emarginato un Paese, che ha illuso cittadini, che ha sfruttato giovani, che ha isolato una comunità da ogni nuovo processo. Un Paese che ha visto menti e disegnatori di disgrazie, far divertire la politica nella creazione di musei e canili, dove non osano nemmeno le aquile. Ha concesso che si credesse che una pozza di acqua un po’ più grande potesse diventare come un lago silano, paradiso della pesca. E mentre qualche mente annebbiata dalla presunzione di grandezza  si inventava il rigano, il pomodorino a ciliegia, il gemellaggio con la Francia, i prodotti tipici, in un crescendo di oscenità mentali e contorsioni linguistiche. E mentre questi bambinoni cresciuti, con in mano una bacchetta per atteggiarsi un po’ e per sfuggire con le allucinazioni, alla severa realtà, si trastullavano con le vite di una intera comunità. Altri, quelli che veramente contavano,  combinavano pasticci così grossi, che le caldarroste e le pigne in zucca di qualcuno, diventavano , una barzelletta da raccontare ai nostri nipoti. ATTENZIONE…….Oggi i veri responsabili dello sfascio stanno scaricando le zavorre, gli strumenti umani usurati e usati per i loro piani. Ho l’impressione che se non ci si guarda in tempo, il rinnovamento potrebbe essere la nuova scialuppa di salvataggio dei signori tutori della mala politica degli ultimi venti anni. (perché questi potrebbero già aver individuato le persone disponibili a fare patti con il diavolo per potere primeggiare) E tanti rinnovatori potrebbero ritrovarsi legati ad un “remo” nella pancia della nuova imbarcazione, sui cui ponti si sono mirabilmente riconvertiti i capitani dei vecchi vascelli. Mi sembra strano si possa combattere un pericolo, evitando di richiamarlo, evitando di analizzarlo, anzi magari facendo combriccola con quelli che sono stati colpevoli, con quelli che sono stati accomodanti, con quelli che hanno fatto finta di non vedere. Credo comunque che una nuova stagione è possibile per questi cittadini, che dovunque abbiano votato a  Greco o a Caputo, sono rimasti vittime di un sistema che vogliono dimenticare ed io con loro.  Quello che dobbiamo chiedere, è che chi ha inquinato per tanti anni la vita politica di questo Paese, si riposi un po’, non interferisca nella dialettica e nella ricerca che i nuovi attori in campo dovranno affrontare per giungere  ad una normale soluzione per dare al PAESE  l’opportunità di uscire da questa grave crisi.-Ma ancora più importante è chiedere ai Cerisanese, di pensare diversamente, di lasciar perdere i tanti piccoli orticelli di cui ci si sente proprietari. Capire che forse è meglio far diventare tutti questi piccoli orti, un grande campo su cui piantare i semi dello sviluppo, della uguaglianza, del rispetto, della legalità. Questi piccoli proprietari che si coltivano solo il proprio orticello, mi ricordano quei furbacchioni, che quando vanno in pizzeria, si rubano qualche posata, ed uscendo dalla stessa si sentono più furbi e intelligenti degli altri. Non sanno poverini, che l’oste li vede. E senza dirgli niente, gli aumenta il conto della pizza. E quando loro se ne vanno contenti della loro furbata, da dietro la finestra li guardano, e ne ridono della loro ingenuità.    Luciano Luciani P.S.  mi auguro che quelli che hanno provato a leggere questa mia con attenzione, ne sappiano cogliere le sfumature, le attenzioni alle virgole, il rispetto degli altri, pur nel tentativo di dare una immagine di quello che io ho visto, che io ho percepito. Se ho sbagliato in qualche mia ricostruzione,   mi farebbe piacere che mi si facesse notare nei termini della convivenza civile pacifica e non in quei modi barbaricidi, che usano solo i fuorilegge.