Opinioni
La lezione dei cittadini di Valli
- Dettagli
- Pubblicato: Giovedì, 01 Aprile 2010 06:20
Il Sindaco non li ascolta e loro lasciano la sala consiliare.
Saltimbanchi, giocolieri maghi e prestigiatori. Sembrava di essere nel vivo di uno spettacolo circense. Dopo due mesi di silenzio e dopo che il Sindaco non ha fatto altro che emanare ordinanze di chiusura di strade comunali e provinciali e dopo che la comunità di Valli si è autoconvocata per pianificare manifestazioni di protesta ieri al “primo cittadino” non è rimasto che registrare un messaggio per divulgarlo con gli altoparlanti della macchina della polizia municipale annunciando un incontro con l’assessore provinciale alla viabilità. Un comportamento in linea con quanto fatto nei dieci anni del suo mandato, costellato di fandonie megagalattiche, conseguente comunque alla protesta del popolo di Valli. La prova provata è il diniego all’inserimento all’ordine del giorno della richiesta dei consiglieri Palummo e Santelli datata 24 febbraio. Ma i cittadini non ci cascano più! Ieri sera una grande rappresentanza della comunità di Valli si è recata presso il Municipio chiedendo al Sindaco di essere sentita per esprimere pubblicamente le ragioni della protesta, del disagio e delle difficoltà della Frazione. Questi non ha consentito ai cittadini di parlare appellandosi al regolamento consiliare. Un trucchetto smascherabile anche da un bambino. Sarebbe bastato sospendere i lavori del consiglio e consentire ai cittadini di esprimere il proprio pensiero. Al momento del diniego la gente di Valli e gli avventori del consiglio comunale hanno lasciato la sala consiliare insieme ai consiglieri comunali Annamaria Palummo, Luigi Settino e Carmelo Guido, lasciando da sola la maggioranza abbarbicata alle poltrone del potere municipale. Intanto commercianti e diversi cittadini si sono organizzati per presenziare all’incontro con l’assessore Riccetti per denunciare lo stato di disinteresse delle istituzioni nei confronti della comunità cerisanese. Una presa di coscienza scaturita dall’assoluta deficienza della rappresentanza politica che annaspa sotto le inchieste giudiziarie e sotto l’incapacità di rispondere ai bisogni minimi degli amministrati.