Opinioni
Ad un anno dalle elezioni!
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- Pubblicato: Lunedì, 28 Maggio 2007 08:51
Don Chisciotte o Sceriffo di Nottingham?
Ad un anno di distanza dalle elezioni amministrative del 2006 ospitiamo degli scritti su personaggi caratteristici della politica paesana, probabilmente lo scritto risale alla data che il consiglio comunale ha individuato il difensore civico. Non ci resta che augurarvi buona lettura.
La sconfitta elettorale lascia il segno, soprattutto quando la distanza fra i contendenti è esigua.
Ma in politica, si sa, si vince e si perde, e non sempre chi vince ha ragione.
La metà di paese quella che ha perso le elezioni si interroga, rovistando fra la logica, senza riuscire a trovare una spiegazione ad una sconfitta che ha dell’irrazionale tanto da far sorgere un dubbio su una possibile futura vittoria.
La buona notizia, per gli speranzosi, è sensazionale. La riesumazione di Don Gigino Mazzuca Sindaco dal 1978 al 1993 , in politica da sempre, impiegato postale in pensione, AGT prima PA poi, cattolico praticante. Voce ufficiale del Presepio di Cerisano. Difensore Civico (con indennità) per grazia ricevuta. Una funzione super partes che dovrebbe dirimere le controversie fra cittadino e amministrazione. La buona notizia scaturisce da studi approfonditi e metodologici sulla drammaturgia del XVI e XVII secolo, mettendo in parallelo due teorie, una ispanica l’altra elisabettiana.
Miguel de Cervantes Saavedra, profetico, pare si sia ispirato proprio a lui. Il cavaliere della Mancia, alto, maestoso, impettito con il suo fido scudiero Sancho Panza, basso tarchiato, senza collo, un poco balbuziente.
Il Don alla sua uscita ufficiale ha sguainato la spada sul suo ronzinante e conquistando le folle che applaudivano compiaciute guadagnava la scena come ai bei tempi. Anzi di più. Applaudiva Donna Antonietta Greco di Salvatore nipote di Pasquale sfidante del Don nella giostra dell’anno del signore 1988. Applaudiva la cortigiana Maria Muoio maritata Zecca nipote prediletta di Mastro Gino fiero avversario del Mazzuca, tanto da spendere una fortuna per l’accesso agli atti della controversa pavimentazione verde del Reventino per imbastire una denuncia penale, mai depositata. Applaudiva Romolo Greco, gran ciambellano e ingegnere di corte, recitando il mea culpa sui trascorsi antitetici al Don.
Peccato che la terra di Mancia sia diversa dalla terra calabra di Cerisano. Peccato che l’iconografia classica di Don Chisciotte si discosti molto dal Don nostrano. Peccato che la storia o meglio la cronaca recente ci ricordi i danni del Mazzuca, i quattro miliardi di debiti contratti. Peccato che questo sia stato certificato da un suo fido collaboratore suo attendente di battaglia nelle ultime tornate elettorali. Peccato che proprio il Dott. Musacchio notaro comunale in carica seguì le pratiche del dissesto per conto del Ministero dell’Interno. Peccato che con un sussulto d’orgoglio il paese lo cacciò da Sindaco. Cade, quindi la teoria secondo la quale de Cervantes abbia avuto una profetica illuminazione e guadagna credibilità la Legenda di Scherwood. Il Don spalleggiato dai suoi uomini, il riccioluto cavaliere errante ministro degli alberi e lo sparviero ministro della pulizia e polizia locale, riesce a guadagnare il consenso del principe per la nomina a supervisore della foresta. In una cerimonia pomposa sotto lo sguardo compiaciuto dello stregone del villaggio, maestro di alchimie e infusi malefici, una stella lucente si appuntò al petto, giurando fedeltà alla causa e promettendo che mai nessuno riuscirà a sfuggire alla legge dello Sceriffo di Nottingham.
Quando la realtà supera la fantasia.