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Il Sersale, la nostra battaglia

In pochi avevano rivendicato il "palazzo" per i Cerisanesi

Martedì mattina, la plumbea monotonia di una giornata uggiosa, è stata spezzata dalla notizia, pubblicata sulla stampa, relativa al TARDIVO avvio, da parte degli organismi comunali cerisanesi, delle procedure finalizzate alla risoluzione del contratto di locazione di Palazzo Sersale, attraverso una missiva, inviata, dall’Ufficio Finanziario, alla ditta affittuaria e, (sicuramente) solo per conoscenza, al Segretario Comunale, al Vicesindaco, al Sindaco, al Presidente del Consiglio ed ai membri della Giunta. Lasciando da parte, per ora, un importante particolare (ovvero, il fatto che il tardivo adempimento dell’Ufficio di ragioneria risulta conseguente al mancato adempimento, nei tempi dovuti, da parte della Direzione generale, la quale, all'epoca della sua vigenza, avrebbe già dovuto provvedere in tal senso, considerato il suo ruolo preminente, contestualmente alla gestione della struttura amministrativa), va detto, che s’è certamente trattato di un’incoraggiante notizia; una notizia, riportata in un articolo, punteggiato da alcuni elementi interessanti (colti dall’amico Luciano Luciani, che ringrazio per tutto ciò che ha fatto, e sta facendo, per questa comunità), ma anche da diverse imprecisioni e lacune, sulle quali, per il momento, eviterò di tediarvi, cercando, piuttosto, di focalizzare la vostra attenzione su un preoccupante fenomeno, che, a quanto pare, sovente fa capolino nel nostro paese: l’amnesia, l’oblio, ovvero l’incapacità di ricordare, soprattutto la verità delle cose. Fortunatamente, tale anomalo fenomeno, per quanto frequente, risulta circoscritto, anche se, talvolta, va a lambire i più diversificati settori dell’arena sociale; martedì, ad essere interessata, da tale problema, è stata la stampa, o meglio un articolo, il suddetto articolo, il cui fattore più significativo è risultato, purtroppo per chi lo ha scritto, non la notizia in se, bensì un’omissione: un’omissione abbastanza vistosa, c’è da aggiungere, se si pensa che essa riguardava gli eventi che hanno preceduto l’avvio dell’ attuale fase nell’Affaire Sersale.  Insomma, per farla breve, di tutte le iniziative, pensate ed attuate, in questi mesi, da alcuni membri della cittadinanza cerisanese, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e le istituzioni sulla decadenza funzionale del Sersale, (da ricordare, tra le altre cose, i numerosi interventi di Luciani, la mia interrogazione e i miei continui richiami in merito, il Convegno promosso dalla Fabbrica di Nichi, la raccolta firme) nell’articolo, proposto ai lettori due giorni addietro, non è stata fatta alcuna menzione, come se esse non avessero avuto luogo, come se esse non avessero prodotto alcun risultato... Mah! Prodezze mediatiche degne del MinCulPop, non c’è che dire… Ironia a parte, nei prossimi giorni, tornerò con maggiore dovizia di particolari sulla vicenda riguardante il Palazzo, che, come è noto, da tempo catalizza il mio interesse, da Cittadino, ed il mio operato, da Consigliere Comunale: per il momento, mi preme, soprattutto, sottolineare il tenace e lodevole sforzo, profuso (come già detto) da tempo, in prima linea, dai succitati soggetti, gran parte dei quali giovani, intenzionati a ridare dignità e futuro all’antica residenza ducale cerisanese, che, da potenziale incubatore delle imprese locali, si è ritrovata nell’attuale, imbarazzante, condizione di Sala da Pranzo; un’attività, la nostra, diuturna e coraggiosa, grazie alla quale è emerso il carattere grottesco dell’accordo firmato nel 2008 dall’amministrazione comunale; un’attività, che, a quanto pare, inizia a dare i suoi frutti, in barba all’indolenza ed all’ignavia, finora, trasversalmente palesate da certi nostrani giocolieri, a lungo trinceratisi nella loro incapacità d’affrontare la complessità della questione in oggetto. Per fausta sorte, non tutti, nell’agone politico locale, sono divorati dal feroce tatticismo e dal pertinace personalismo, essendo, tali “sentimenti”, prerogativa di un’esigua, per quanto ben organizzata, minoranza. Molto più radicata ed efficace, a Cerisano, è la passione, l’entusiasmo, l’attivismo, la voglia di cambiare le cose, il fervore rinnovatore: il medesimo, speso, da molti di noi, nella buona battaglia, che abbiamo combattuto per la salvezza di un incommensurabile bene collettivo. Quella per il Sersale, in ultima analisi, è stata, anzi, è la nostra battaglia, la battaglia del coraggio, la battaglia della dignità, la battaglia contro il compromesso, la BATTAGLIA CONTRO L’INDIFFERENZA di coloro i quali, oggi, cercano di accaparrarsi benemerenze che non gli spettano. Noi, a differenza di altri, invece di nasconderci, ci siamo battuti, e, forse, AMICI, ce l’abbiamo fatta; certo, ora, occorre verificare una serie di elementi, ma una cosa è incontestabile: se il Sersale tornerà ad essere l’orgoglio della Comunità cerisanese, se il Sersale tornerà in possesso della comunità cerisanese, ciò SARA’ MERITO, UNICAMENTE, di coloro i quali, rifuggendo dal silenzio pavido, passivo ed infingardo, hanno avuto l’ardimento, la volontà e la capacità, di farsi un’idea (antitetica all’esistente) sul Vecchio Palazzo, di urlarla e di lottare per essa. Questa è la verità, più forte di tutto, di ogni mistificazione, di ogni tatticismo, di ogni personalismo.

Questa è la VERITA’, questa è la nostra FORZA

Pierfrancesco Greco Consigliere Comunale Cerisano