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Risentimento sospetto
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- Pubblicato: Martedì, 30 Dicembre 2008 06:07
Al contrario di certi eterocliti ed estemporanei scribacchini, io, PIERFRANCESCO GRECO (alla stregua, ne sono convinto, del mio AMICO LUCIANO LUCIANI, che ringrazio per le belle, e forse immeritate, parole spese per il sottoscritto), non ho provato alcuno stupore nel leggere il delirante “elaborato” (chiamarlo “articolo” mi sembra inopportuno, oltre che offensivo nei confronti di coloro per i quali scrivere è, oltre che una professione, una passione da coltivare e preservare con dignità e correttezza deontologica) del signor “NON IDENTIFICATO”,
perfetto esempio del pressapochismo, dell’imbecillità, della pavidità, dell’amoralità che tanto male hanno fatto, e fanno tuttora, a questo povero nostro paese e che costituiscono l’humus ideale in cui trovano proliferazione quelle anormalità del tessuto sociale aventi, sovente, immediata manifestazione in fenomeni devianti o, comunque, moralmente inaccettabili; del resto, è risaputa la consequenzialità intercorrente tra menzogna ed ingiustizia, tra fanatismo ed intolleranza, tra ignoranza ed ottusità, in breve, tra disonestà mentale e disonestà fattuale. La medesima disonestà che trasuda dalle (in ultima analisi) spassosissime “rivelazioni” del signor “NON IDENTIFICATO”, che d’ora in avanti indicherò con un altro, per quanto mi riguarda, più calzante appellativo, ossia “l’INNOMINABILE” (attenzione, non “INNOMINATO”, come il personaggio, controverso ma nobile, di manzoniana memoria, bensì “INNOMINABILE”, come qualsiasi cervellotico relitto umano, risultante persino non meritorio d’essere, appunto, nominato). L’innominabile, d’altra parte, dimostra una certa fantasia, seppure filtrata da meccanismi e percorsi mentali palesemente tortuosi, se non addirittura patologici: del resto, tirare ostilmente in ballo l’autore dell’ARTICOLO in cui si esprime una condanna chiara, netta, nettissima, del deprecabile accadimento, consumatosi nella Notte di Natale sul sagrato della Chiesa di San Lorenzo, così come di tutti i guasti etico-morali che minano le fondamenta della nostra comunità cittadina, appare già di per sé singolare, sospetto e poco intelligente; se poi, a questo si aggiunge il maldestro tentativo di scaricare sul sottoscritto, su persone e figure a me prossime e su istituzioni associative a me care (riportandomi alla mente altre situazioni e facendomi sorgere alcuni “illuminanti” interrogativi), la responsabilità indiretta di altrui ineducate e irrispettose condotte, manifestate in mezzo a qualche strada o piazza del centro storico (ove né io, né tanti altri come me abbiamo giurisdizione, non essendo, NOI, né amministratori, né ufficiali pubblici), allora appare chiara la malafede ed il cieco risentimento, per non dire l’odio, personale albergante nelle cattiverie vomitate insensatamente e rozzamente dall’innominabile, il quale, addirittura, si azzarda a giudicare (riferendo, peraltro, di fantomatiche interlocuzioni notturne, assolutamente ed unicamente frutto di preoccupanti masturbazioni mentali o di violente alterazioni cognitive) il comportamento di persone PERBENE ed INTEGERRIME, non riflettendo sull’opportunità di provvedere ad un’energica disinfezione della sua squallida (quella sì) cavità orale, prima di arrogarsi l’ONORE di riportare certi nomi e di addentrarsi in valutazioni sciocche, che, riflettendoci bene, potrebbero dare anche la sensazione di un risentimento connesso al contenuto del mio articolo, quasi come se quanto da me reso pubblico desse fastidio all’innominabile stesso. In ogni caso, a prescindere da qualsiasi congettura, gradirei conoscere l’identità del mio improvvido ed invertebrato interlocutore, al fine di poterlo incontrare nelle SEDI OPPORTUNE, ove le sciocchezze evaporano, la malafede soccombe, le menzogne crollano; ove conta LA VERITÀ, SOLO LA VERITÀ, NIENT’ALTRO CHE LA VERITÀ! Pierfrancesco Greco