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Bruciati 60.000.000 di dei Cerisanesi
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- Pubblicato: Venerdì, 17 Ottobre 2008 05:58
Egregio editore, intervengo replicando alle dichiarazioni (nel blog n.d.r.)di una sua iscritta che definiva il suo sito internet un mezzo per divulgare notizie subdole e tendenziose lesive per l’immagine del paese e per l’operato dell’attuale amministrazione. Rilevo la scarsa argomentazione della sua iscritta, la quale rispolvera vecchi slogan elettorali, che opportunamente dovrebbero essere archiviati a vantaggio della crescita socio-culturale e politica di un paese considerato da molti alla deriva. E’ doveroso precisare che nel dopo Caputo, sono state realizzate opere che erano previste nel programma di Zecca, allora candidato a Sindaco; a questa amministrazione, di fatto, non si occulta nulla. In mancanza di risultati e consapevoli del disastro in cui hanno trascinato la popolazione aggrediscono l’avversario, distogliendo l’attenzione del cittadino alle problematiche che affliggono l’intera popolazione. Il paese regredisce per la pochezza di idee nelle sedi della politica. Ci si avvale di un calcolo matematico per infliggere pene ai perdenti, sottraendosi a considerare che ogni votante è comunque un concittadino, un vicino di casa, un parente. L’opinione pubblica, ovunque, contesta il fallimento festival, la svendita del Sersale, il degrado urbanistico, il decadimento dell’arredo urbano, la viabilità, l’allontanamento della promozione innovativa del territorio, la valorizzazione delle tradizioni. Si sono imbattuti in un tunnel determinando il disinteresse congiunturale della domanda commerciale, riducendo drasticamente il valore nominale del patrimonio e del territorio. I governi intervengono al nervosismo delle borse poiché il progresso produce ricchezza e migliora la qualità di vita, mentre nel nostro paese nessuno si preoccupa che ogni casa, ogni terreno, ogni magazzino, ogni negozio, valgono di meno. Un vero e proprio impoverimento della popolazione cerisanese. Diminuendo il valore patrimoniale della famiglia diminuisce la capacità di indebitamento, quindi di un prestito di un mutuo, che oggi giorno potrebbero rappresentare l’unica fonte di ricchezza e di investimento per l’avviamento di nuove attività produttive e per il futuro dei giovani e delle famiglie. Il mancato rinnovamento della classe politica e la stagnazione dell’attivismo politico disinteressato alle responsabilità oggettive della civiltà moderna finiranno per trascinare il paese nell’oblio. Lettera Firmata