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Carissimo Prof. Zecca
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- Pubblicato: Domenica, 09 Maggio 2010 05:50
La lettera di una zia
Carissimo Prof. Zecca, ci conosciamo da troppo tempo per darti del Lei e mi consentirai rivolgermi a te con il Tu. Permettimi di utilizzare l’opportunità di Cerisano in Rete perché so che attraverso questa tribuna fai conoscere il tuo pensiero su quello che tu stesso consideri la “politica paesana”, anche se, ti prego, di lasciarmi rimanere anonima al cospetto dei visitatori del sito. I miei nipoti hanno suonato e suonano con la tua Orchestra, quel piccolo capolavoro che sei stato in grado di plasmare. L’emozione che sai regalare ai figli di Cerisano è più importante di qualsiasi premio che sei riuscito a vincere in giro per l’Italia. L’affetto che i tuoi orchestrali ti mostrano è ancora più grande degli obbiettivi artistici che tu stesso ti sei prefissato. Dieci anni fa quando ti sei proposto alle elezioni quale candidato a Sindaco, non solo non ti ho votato, anzi ho più volte cercato di convincere gli altri a non votarti. Dieci anni fa partecipai alla sfilata della vittoria contro di te e mi ricordo che passammo davanti casa tua quasi per sbeffeggiarti. Tu invece con stile aspettavi al cancello della tua abitazione cercando il nuovo Sindaco per congratularti con lui ma ti sei dovuto accontentare solo del fratello che guidava il corteo. A distanza di dieci anni mi chiedo da dove derivava l’astio che io stessa manifestavo verso di te. Ci eravamo convinti che tu fossi un despota arrogante e presuntuoso. Io ero convinta di ciò anche senza aver avuto mai un colloquio diretto o uno scontro indiretto. Oggi sento i miei nipoti che parlano di te come una persona severa, incontentabile a volte brusco ma con una grande capacità comunicativa, con una sorprendente facilità nell’organizzare tutto quello che c’è da organizzare e soprattutto il prof amico e confidente. Oggi sento i miei nipoti che vedono in te un leader carismatico e non soltanto il loro direttore d’orchestra e il loro maestro. Oggi sento i miei nipoti considerarti il prof. numero uno stilando una graduatoria di gradimento dei loro insegnanti. La cosa strana che mentre dieci anni fa non mi sono affatto chiesta perché venivi considerato l’uomo da abbattere oggi mi chiedo come possono i ragazzi considerarti il loro massimo punto di riferimento, rendendomi conto di fatto che esiste ancora in me un evidente pregiudizio. Un pregiudizio ancor più evidente in diverse componenti del nostro paese. Non si è visto uno straccio di articolo sul giornale e il comune è stato capace di non condividere il successo ottenuto dai tuoi ragazzi. È proprio strana la vita! Tu portavi a vincere i ragazzi di Cerisano un prestigioso riconoscimento nazionale mentre il Sindaco volava a Bruxelles. Tu sei stato capace di portare i ragazzi a vivere questa splendida esperienza senza costi per le famiglie mentre il Sindaco era in “vacanza” con i soldi del Comune. Questo e solo questo mi ha fatto capire tante cose e per questo ti chiedo scusa, ti chiedo dieci anni di scuse e soprattutto ti ringrazio per tutto quello che fai per i nostri ragazzi. LETTERA FIRMATA