C'era una volta la lotta politica 9
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- Pubblicato: Mercoledì, 24 Febbraio 2010 06:34
Vince La Torre Civica
Il 1975 si tennero le elezioni amministrative in tutt’Italia. Erano interessati i Comuni, le Provincie e le Regioni. Si facevano spazio le cosiddette giunte rosse, un laboratorio politico che non andava oltre le amministrazioni degli enti locali. A Cerisano il Sindaco uscente Vincenzo Santelli si riproponeva alla guida della lista della Democrazia Cristiana. A Santelli e alla Democrazia Cristiana si opponeva la Torre Civica. Il capolista non poteva che essere Don Peppino Greco. La Democrazia Cristiana si apprestava alla competizione elettorale senza il suo trentennale leader Don Ciccio Fusaro. A fianco dei due sfidanti, la lista, anzi la minilista del Movimento Sociale capitanata da Ferdinando Caracciolo. Le riunioni del movimento Torrista si dividevano fra la casa madre dei Greco adiacente all’ex convento dei Domenicani e la sezione del PSI. Il partito Socialista era guidato da Franco Caputo che sin d’allora tracciava la linea politica, scriveva i comizi per se e anche per gli altri, ma non poteva assurgere a capo della coalizione perché ciò era prerogativa della casata dei Greco. La lista della Torre andava costruendosi come una vera e propria corazzata. A facilitare i compiti di quest’ultimi erano i dissidenti della Democrazia Cristiana, per la verità i nemici (politici) di Vincenzo Santelli. Non si nascosero dietro un dito, si attivarono alla luce del sole e, di fatto, furono i protagonisti di quella storica vittoria: Pierino Mandarino, Domenico Bisceglia e Carluccio Chiappetta. Quest’ultimo consumò la propria vendetta a distanza di cinque anni convincendo il suo elettorato a tradire lo Scudo Crociato per votare “a casiceddra de Carruccio”. Non si risparmiarono, anzi, ostentarono al momento del voto nel seggio della Scuola Elementare la loro forza elettorale recandosi alle urne con le loro numerose famiglie. Era un pomeriggio caldo di giugno, era lunedì, lo scrutinio era seguito dai torristi con delle radio trasmittenti. La base operativa era nella sezione del PSI. Il cortile della Scuola era gremito di gente. Dopo venticinque anni la Torre Civica riconquistava il Municipio. Iniziarono i festeggiamenti, vinceva la parte di paese che si era abituata alle sconfitte elettorali, diventava Sindaco, Peppinuccio Greco. La sfilata a piedi era cominciata, come consuetudine qualcuno già saliva sul carro del vincitore. Da via Savocello apparivano due giovanotti, uno di questi era vestito con un abito rosso. Un abito confezionato per l’occasione da lui stesso. Era Micuzzo Greco l’abile artigiano e poeta che incarnava al meglio l’animo del soldato che serviva alla causa torrista. I festeggiamenti si conclusero nella casa del Sindaco in San Domenico, durarono fino al giorno dell’insediamento, giorno in cui affiorarono i primi problemi che presagivano un infausto cammino.