C'era una volta la lotta politica 8

Don Gabriele Vencia si insediò il 10 Agosto del 1973L’azione amministrativa della giunta guidata da Vincenzo Santelli si concentrò soprattutto nella zona periferica di Contrada Valli.  Santelli investì tutte le energie per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria nella contrada più popolata del paese. L’azione era spinta da esigenze naturali atte a dare agli abitanti di quella frazione i servizi minimi ed indispensabili, erogati comunque in forte ritardo rispetto ad uno standard che consentisse a tutti ed in egual modo il diritto di cittadinanza, e forse, con maggiore convinzione da una sorta di investimento elettorale che più tardi si rivelò fallimentare. Intanto il Municipio si era trasferito nella nuova sede di Via San Pietro dove avevano lavorato le maestranze dell’impresa edile Bisceglia. Il primo giorno di primavera del 1973 il paese fu svegliato da una notizia funesta. Le campane suonavano a morto ma in maniera differente dal normale. Don Ciccio Fusaro protagonista assoluto degli ultimi trent’anni, moriva nel suo letto in canonica a seguito di un attacco di cuore. La camera ardente venne allestita nella Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, gli altoparlanti trasmettevano l’adagio di Albinoni che divenne la colonna sonora dei solenni e partecipati funerali. Il paese tutt’ad un tratto rimase orfano di una guida carismatica ed autorevole il cui ricordo condizionò per molti anni la pastorale del suo successore. La sua dipartita, come vedremo, cambiò il corso della politica locale. Il 10 agosto dello stesso anno s’insediò il nuovo parroco Don Gabriele Vencia. L’arcivescovo di Cosenza Enea Selis lo volle alla guida della comunità parrocchiale per succedere a Don Ciccio, riconoscendogli una cultura enciclopedica seppur un carattere schivo e scontroso. Don Gabriele sapeva di Latino di Matematica di Letteratura come pochi, ma non ebbe comunque vita facile vivendo in un paragone costante e asfissiante con il suo predecessore. Mancavano poco più di due anni dal rinnovo del consiglio comunale quando Don Ciccio morì. Santelli perdeva il sostegno di pezzi importanti della Democrazia Cristiana oltre a Carluccio Chiappetta prendevano le distanze su tutti Pierino Mandarino, titolare di una delle più grandi imprese edili della Provincia di Cosenza e Domenico Bisceglia alias Micu de Betta che recitarono nella tornata elettorale del 1975 un ruolo determinante. Oltre alla perdita del sostegno di queste autorevoli figure, il Sindaco scontò una campagna denigratoria che cresceva in ragione indirettamente proporzionale ai giorni che mancavano per le elezioni. Santelli non era un predestinato, non faceva parte dell’establishment  della DC, si era fatto da solo stimolato da una forte ambizione. Prima che divenisse Sindaco era Vicenzieddru poi alzò la testa e quindi, forse, andava abbattuto.