C'era una volta la lotta politica 6
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- Pubblicato: Martedì, 02 Febbraio 2010 06:03
Gli anni settanta si aprirono all’insegna della sindacatura di Vincenzo Santelli sotto le insegne dello Scudo Crociato. Il municipio era allocato nella centralissima Via San Lorenzo, la sala consiliare ospitava pressoché i soli componenti del consiglio comunale. Il vigile urbano era Giobatta Matiz, la guardia campestre Veruzzo Provenzano, Ciccillo da vammana gestiva le reti idriche, Raffaele Toteda, nottetempo, ramazzava il paese, Ciccillo 'e barducchino con una piccola ape piaggio provvedeva alla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Gli strascichi polemici dell’elezione di Santelli alla carica di Sindaco covavano sotto la cenere. Già dai primi mesi di amministrazione si acuivano le frizioni con il partito della Democrazia Cristiana nella persona di Ciccio Caracciolo e successivamente con Don Ciccio Fusaro. Santelli racconta di un incontro istituzionale avuto a Roma il cui interlocutore chiedeva il perché dell’assenza del Sindaco. Nel presentarsi appunto come Sindaco di Cerisano, scoprì che i rapporti nei palazzi romani erano tenuti personalmente da Don Ciccio Fusaro che si spogliava della sua tradizionale tonaca nera per indossare un più elegante abito scuro con i distintivi della sua funzione sacerdotale. Tale consuetudine unita alla disponibilità di Don Ciccio, di timbri sigilli e carta intestata custoditi in canonica hanno suscitato nel giovane Sindaco un sussulto d’orgoglio nell’affermare che il Sindaco fosse lui e solo lui. Intanto il PSI chiamò alla sua guida Franco Caputo mentre il designato candidato a Sindaco era, ovviamente e nuovamente Peppinuccio Greco. Don Peppino, affermato ginecologo era presentissimo in paese e secondo un’usanza tutta paesana, che si tramandava da anni, svolgeva la sua professione gratis per i cerisanesi. L’elezione di Franco Caputo a segretario del Partito socialista avvenne in un tumultuoso congresso sezionale dove l’ala torrista dei Greco appoggiò la candidatura di Caputo a cui si opponeva Ottavio Greco che da tempo deteneva le redini del partito. Il rinnovamento auspicato trovò sfogo più nei contenuti che nelle incrostate liturgie della formazione delle liste elettorali. I socialisti con Caputo ebbero maggiore visibilità, innalzarono il livello del dibattito politico e, di fatto, resero possibile l’equazione Socialisti uguale Torre civica.