Vince una splendida "marineddra"

Maria Perrusi incoronata Miss Italia 2009Dirigevo la Banda Musicale di Fiumefreddo nel 1997, quando una sera di settembre ricevetti una telefonata. Era il mio capobanda che mi chiedeva il permesso di convocare la formazione musicale per attendere l’arrivo di Beatrice che tornava da Salsomaggiore dove partecipando alla serata finale di Miss Italia era arrivata fra le prime venti. Accordando il permesso, mi colpì più la richiesta dell’ autorizzazione che la voglia di condividere la felicità insieme ad una compaesana.  A distanza di qualche anno si è affacciata alla ribalta del concorso di Miss Italia un’altra “marineddra” Maria Perrusi. Giorni addietro incontrando Gigino, il pescivendolo, gli chiesi chi fosse questa ragazza che aveva scalato le selezioni fino a raggiungere le finali  di Salsomaggiore, dove abitasse. Mi rispose che abitava in campagna a San Biase, il papà operaio la mamma casalinga e in famiglia tutti alti come lei. Cerisano in Rete nel frattempo aveva inserito nella propria homepage il link con l’invito a votare per Maria sollecitato dal network viverefiumefreddo registrando una solidarietà paesana non comune alle “nostre latitudini”. Maria a notte fonda è stata scelta dalla giuria popolare e dalla giuria di qualità quale donna più bella d’Italia, mentre a Fiumefreddo festeggiavano in Piazza dove era stato allestito un Maxi schermo.  Spesso, per la spocchia che contraddistingue i “vucchilarghi”, si  è sbeffeggiata la popolosa frazione di San Biase, sottolineando le lussuose auto con targa svizzera e la coda di volpe attaccata allo specchietto retrovisore e il marcato accento degli abitanti della zona. Oggi quando passeremo da San Biase per raggiungere il mare ci ricorderemo che la più bella d’Italia proveniva proprio da quella zona, figlia di un operaio emigrato in Svizzera per sostenere la famiglia  e di una comunità che l’ha spinta verso il successo con grande solidarietà e grande passione per regalare un sogno ad una fanciulla che madre natura ha voluto bellissima. Fabrizio Zecca