Un segnale da non ignorare
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- Pubblicato: Venerdì, 26 Dicembre 2008 07:06
Che vergogna! Pensavo che questo nostro paese avesse già dato il peggio di sé: anomia, individualismo, egoismo, maleducazione, devianza stracciona, ignoranza (nel senso pieno e letterale del termine), pavidità; a tutto, proprio a tutto ciò eravamo ormai abituati, quasi indifferenti, essendo ciò ormai (insana) parte della nostra realtà locale. Ma quanto è accaduto nella notte di Natale non è solo insensato, vile e sciocco, bensì costituisce una preclara esemplificazione del grado di imbecillità cinica ed amorale albergante nel nostro tempo, nel nostro spazio:
il danneggiamento proditorio di una delle figure magistralmente approntate da don Enrico Trombino e da alcuni suoi collaboratori per il presepe allestito sul sagrato della Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, a Cerisano, è il segnale che si è giunti ad un bivio: da una direzione, c’è il ritorno ai valori, agli ideali, ai sogni che rendono la nostra quotidianità ricca, gioiosa, proficua per noi e per chi cammina, con coraggio e forza di volontà, insieme a noi; dall’altra direzione, c’è il caos, il disordine, il pressapochismo degli idioti, la superbia dei deboli, la superficialità e l’intolleranza degli stolti. Appare, dunque, cristallino che non possiamo stare inerti ad osservare: o CI rendiamo TUTTI conto che è necessario mutare stili comportamentali e percorsi mentali, oppure questa comunità imploderà; o CI impegniamo quotidianamente, TUTTI, ISTITUZIONI E CITTADINI, senza orpelli e sciocchi personalismi, nella riedificazione di uno spirito autenticamente comunitario, SOPRATTUTTO TRA LE GENERAZIONI PIU’ GIOVANI, oppure ci ritroveremo presto a fare i conti con quanto di più lurido le pulsioni umane possano provocare; o CI impegniamo nel far fiorire nel prossimo l’indispensabilità e il gusto del sapere, dell’osservare, dell’apprezzare ciò che di bello ci sta intorno e del rispettare ed amare coloro i quali vivono in mezzo a noi, oppure diventeremo preda del più sordido nichlismo, che non conosce gaudio, che non rispetta nulla, che OFFENDE LA FEDE DEL PROSSIMO, E, QUINDI, GESÙ STESSO ADDIRITTURA NELLA NOTTE PIU’ SANTA. Dobbiamo cercare di dare consequenzialità, insomma, alla nostra condizione, troppo spesso aleatoria, di DISCEPOLI DI GESU’: solo così potremo dare un futuro a questa comunità, solo così potremo eliminare dalla nostra quotidianità episodi come quello verificatosi l’altra notte davanti alla Chiesa parrocchiale, solo così potremo CAMBIARE LA NOSTRA VITA E QUELLA DEGLI ALTRI, anche di quel poveraccio (o poveracci?) che nella notte votata alla riflessione e alla conversione, ha messo in mostra la sua limitatezza, la sua debolezza, la sua vuotezza interiore. POSSIAMO FARCELA: FACCIAMOLO! Pierfrancesco Greco