A Cerisano: non c'è pace senza giustizia
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- Pubblicato: Lunedì, 21 Dicembre 2009 08:19
di Luciano Luciani
E’ opinione comune che in questo Paese le cose non vadano tanto bene. Diciamolo francamente; con chiunque si parli , si raffigura un Paese in declino, un paese incapace di pensare ad un futuro, di avere una visone che possa strapparlo da una lenta e inesorabile emarginazione dal punto di visita dell’attrattiva territoriale. Si ha l’impressione , che mentre tutti hanno preso coscienza di ciò, nessuno sembra voler capire che la salvezza è un processo comune e soprattutto legato ad una leadership (di tante persone e non di uno) capace di Guidare , tutta la comunità verso un processo comune di sviluppo, senza istillare odio, senza confondere le persone con idee diverse come nemici da abbattere.
Si assiste invece al solito < mi salvo io e poco me ne frego degli altri>. In questo clima , i promettitori di posti di lavoro, i promettitori di posti di sottogoverno, i promettitori di elemosine istituzionali, continuano a dettare la linea , mentre i cittadini pensando < non ci credo ma chissà > continuano a tenerli a galla, non esercitando quella morale comune, che un tempo era capace di rimettere in riga chi deviava dal bene comune. Nel medioevo tutti quelli che si macchiavano della minima colpa, venivano condannati a mantenere il fuoco necessario a bruciare i rifiuti della comunità. In questo luogo, i Ghoel, i condannati venivano legati e costretti dalla mattina alla sera a bruciare i rifiuti della città. In questo vero inferno, le persone arrivavano persino ad uccidersi tra loro,per futili motivi, quali l’appropriarsi di un tozzo di pane rimasto nell’immondizia o di assegnarsi un giaciglio migliore per la notte. C’era un solo modo per uscire dall’inferno del Ghoel, che un cittadino si proponesse come custode e garantisse (facendosi avanti) il condannato- Credo che come allora , in quei tempi di barbarie, in cui alcuni illuminati dalla saggezza e dall’altruismo, si facevano avanti per salvare i propri simili, anche oggi in questa comunità come in tante, c’è necessità che persone nuove si facciano avanti con spirito caritatevole , per prendersi carico di questa comunità in difficoltà e guidarla. Pensare però , che chi deve farsi avanti non sono i soliti frequentatori del bar dello sport; che oltre che di strategie , ipocrisia e doppia morale non hanno la benché minima conoscenza di quello che succede nelle famiglie e in questa comunità-A farsi avanti deve essere l’altra Cerisano, quella dei tanti giovani istruiti (di studio ma anche di saggezza) e che non si vedono, ma studiano , si impegnano . e sono di esempio. Deve farsi avanti la Cerisano delle associazioni che lavorano sul territorio in silenzio e senza riflettori, quella dei giovani delle congreghe e della parrocchia, la Cerisano dell’Università e del lavoro. Solo loro possano dare lustro alla storia di questo Paese ( S. Ugolino, la minestra di S- Lorenzo di Vitaro, don Ciccio Fusaro, don Gabriele Vencia, le Congreghe, la Parrocchia, le meravigliose Chiese, il sentimento cristiano cerisanese noto nel circondario). Perché dovunque si guardi , la storia di questo paese è una storia che cammina a braccetto con il sentimento caritatevole cristiano. Anche oggi è la comunità della scuole media che va a Roma e ci regala al Teatro Italia un concerto di Natale. E’ la Comunità in cui un gruppo di simpatici visionari si mette in testa di comprare una ambulanza e non si accorge di fare tanto di più riuscendo a creare un capolavoro artistico e di umanità (anche per noi cittadini) come Pinocchio. È la Comunità delle splendide catechiste che si occupano dei nostri figli. E del meraviglioso coro che la domenica ci accompagna e ci rende più gioiosa la nostra messa domenicale. E’ la comunità dei giovani del WWF che sfidano il freddo per vendere le loro bambole. E’ la Comunità delle Fiamme d’argento, l’associazione che da anni è sempre presente a coadiuvare le tante manifestazioni che questo Paese riesce ad esprimere. E’ la comunità dell’associazione dei cacciatori che ci regala ogni anno quella bellissima manifestazione in montagna con i nostri ragazzi. E’ la Comunità di una Pro Loco che nonostante le avversità continua a credere negli altri e nel prossimo regalandoci momenti di cultura e di gastronomia. E la Comunità dei presepi dai più artistici a più semplici. E’ la Comunità della Banda musicale, della squadra di calcio, e scusatemi se dimentico qualcuno o qualcosa che voi cerisanesi nati, saprete meglio di me che sono da meno tempo con voi. Guidare una comunità, non significa gestire il potere, non significa mettersi in mostra e mettere al servizio della propria persona le vite degli altri, ma significa prendersi cura degli altri, rassicurare gli altri, e avere una visione del futuro per la propria comunità. Prendiamo esempio da tutte queste manifestazioni di altruismo e di carità, e comprendiamo che si guida un Paese non esercitando un potere, non mettendosi in mostra, ma vivendo la propria vita a disposizione degli altri e consentendo agli altri di vivere te stesso con la umiltà e la semplicità. Basta istillare veleno, basta alimentare tensioni. Per uscire da questa situazione mi vengono in mente le parole di Giovanni Paolo II. < Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono> Che adattato alla nostra comunità, può significare che per pacificare questo Paese, la giustizia , intesa come verità storica , deve prevalere sugli interessi di bottega, la verità deve prevalere sulla doppia morale. Significa di avere il coraggio di dire cosa sia successo in questi anni, quali privilegi siano stati concessi , e perché. Quali errori siano stati fatti da ogn’uno di noi. Ma questo non per punire, ma per sapere ed avere una verità storica condivisa. Non c’è giustizia senza perdono, è la seconda parte, che significa , dopo avere ricostruito la verità comune, ricominciamo insieme, perdonandoci a vicenda dei nostri errori. Questo in omaggio allo stupore di una nascita per salvare le genti, che tra pochi giorni illuminerà le nostre case. Questo in omaggio a quello che questo Paese significa ed ha significato negli anni per l’intero territorio e persino per l’intera Calabria.