Ventrella si candida a Sindaco, il medico lo boccia

Negli ambienti del “Barbiere” – ottima agenzia di notizie di prima mano – si vociferava dei mugugni del medico circa la ventilata candidatura di Ugo Ventrella apparsa sul web. Evidentemente, il medico poco incline alle nuove tecnologie si è dovuto fidare di quello che gli è stato raccontato sbottando: “ma dove devono andare lo hanno dimostrato alle provinciali quanto valgono!” La notizia per molti giorni non ha trovato riscontri, i motori di ricerca non rivelavano la succulenta novità, si pensava ad una bufala. Invece!

La candidatura alla carica di Sindaco per le elezioni del 2011 è stata lanciata su Facebook e sostenuta da gran parte della maggioranza compreso il Sindaco, mentre il suo vice e lo stratega assessore Bosco aspettano il medico (o non sanno usare facebook?). Medico, che diciamola tutta, non nasconde le proprie ambizioni, ed il teatrino delle elezioni provinciali che ha smascherato il finto disinteresse, lo testimonia. Probabilmente, i sostenitori della candidatura del rag. Ventrella hanno captato nei pensieri del medico la volontà di cambiare squadra. E’ palese il tentativo, di buttare a mare quello che è rimasto della maggioranza perché perdente, perchè non più spendibile elettoralmente e di partire con lo slogan: “mica sono mio fratello” con una nuova compagine da arruolare nel vituperato quartiere San Pietro, partita con l’operazione “Smile” da più di un anno. Il cimento è appena cominciato ci saranno diverse mano da giocare. Per il momento questa situazione, con l’assessore Ventrella in rampa di lancio, favorisce proprio il medico che giocherà coperto al riparo da critiche fino alla presentazione delle liste. Potrebbe essere un gioco delle parti? Molto di più visto che nessuno fa politica lasciando il campo libero a chi annaspa fra le onde tumultuose delle inchieste giudiziarie, fra un’opinione pubblica contraria, fra un comune al collasso finanziario, anzi spesso lanciando la ciambella di salvataggio perché confusi sul futuro, perché non pronti, perché non alternativi ai moribondi agli occhi dell'opinione pubblica.