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Senza luci e senza suoni.

Il buio della Canonica il silenzio della Parrocchia

Manca pochissimo al Natale, meno di una settimana, tante luci, tanti addobbi quasi a voler esorcizzare la crisi e noncuranti della fantomatica profezia Maya. Una casa, più di tutte, appare buia: quella canonica. Non vogliamo aprire una polemica ma ci sembra che la comunità cattolica non abbia accolto come si doveva Don Vivien.  Non mancavano certo le coloratissime luminarie natalizie in parrocchia, tuttavia né chi ha accompagnato la presenza di Don Enrico nel corso di questi anni né quelli che hanno sperato che andasse via hanno pensato a quello che poteva e doveva essere  un segno, un simbolo, forse un dovere della comunità. Evidentemente la sbandierata fede cristiana ha caratteristiche di esteriorità e non bilancia per nulla gli egoismi dell’uomo. È incredibilmente triste il Natale senza la sua musica, ci sembra oltremodo strano che sul Corso principale della Città dei Bruzi si possa ascoltare dagli altoparlanti la letteratura musicale natalizia e a Cerisano dove questa tradizione ebbe inizio con Don Ciccio Fusaro, questo non può accadere senza un logico e  giustificato motivo. Ci sembra tutto frutto di un sortilegio, un maligno sortilegio che si è accanito contro la nostra comunità. Mancano pochi giorni, regalateci quella musica al calar della sera, un’oretta, ci aiuterà ad avere più fiducia nel futuro e ci ricorderà che il Natale è la festa più bella dell’anno.