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Un caso di politica paesana
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- Pubblicato: Martedì, 02 Ottobre 2012 07:40
La Curia in confusione
Al momento di mettere le mani sulla tastiera, ci siamo fermati un attimo a riflettere se fosse opportuno esprimere un’opinione che risulterà senza alcun dubbio fragorosa, tuttavia snaturarci sarebbe esercitare una violenza inaudita sul principio di libertà del quale ci sentiamo alfieri. Senza giri di parole è opportuno riportare la ridda di voci che hanno interessato le opposte fazioni nel corso dell’intera estate. Ognuno giura di saperne più degli altri, ognuno vanta amicizie che hanno permesso di conoscere in anticipo le decisioni dei superiori. Intanto gli “uni” si rifugiavano in un assordante silenzio gli “altri” organizzavano le barricate. “Don Enrico andrà a Marano Principato e a Cerisano verrà Don Franco” teorizzavano alcuni, altri invece: “Il Vescovo non permetterà l’esodo dei fedeli nella vicina Marano ai supporter del Parroco”. La presenza in paese di Don Enzo Gabrieli durante le serate del festival ha fatto esclamare taluni: “Vivremo una sorta di commissariamento esercitato della Forania della quale Don Enzo è il presidente”. Persino l’arguto poeta dialettale Mimì Greco ha dedicato dei versi alla vicenda. Intanto i “bene informati” ipotizzavano che il Sindaco a seguito della lite del “Giorno del Carmine” (anche perché il Parroco ha sostenuto un altro candidato a Sindaco?) si è recato, accompagnato da personaggi illustri, presso la Curia Cosentina per sottolineare il non gradimento del parroco e chiederne la sostituzione. Ipotesi, queste, non confermate dagli interessati (!?)che fanno il paio con altre che avrebbero visto Di Gioia candidato a Sindaco (sostenuto apertamente dal Parroco alle ultime elezione amministrative) guidare una delegazione di cittadini per implorare al Presule di sospendere la decisione dell’allontanamento del Parroco che sembrava già cosa fatta. Se le visite al capo della diocesi cosentina dei due politici nostrani fossero confermate, la comunità, quella distante da beghe confraternali, quella restia a calcare palcoscenici virtuali, quella che si reca a messa chiunque sia l’officiante e in qualsiasi chiesa, s’imbatterebbe in una politicizzazione della contesa che mina ulteriormente la fragile armonia derivante dalla stanchezza di anni di battaglie fra sostenitori del Parroco e “avversari” dello stesso. Intanto domenica prossima ricorrono i festeggiamenti della Madonna del Rosario, il Sindaco pretenderà il posto davanti alla Madonna? Il Parroco consentirà ancora una volta al Sindaco di disattendere le determinazioni curiali? La Confraternita prenderà la stessa posizione della Confraternita del Carmine in occasione della Processione del Carmine? Non ci resta che attendere!