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Il Gladiatore

Senza vergogna

Massimo….. Massimo….. Massimo! La folla urla il suo nome nell’arena. La gente vuole il sangue, gode nel vedere trafitti gli avversari del proprio beniamino. Così racconta Ridley Scott l’epopea dei gladiatori. Persino Michael Corleone si astenne nell’ordinare la mattanza dei capiregime, Tattaglia, Barzini, Mou Green, prima della festa per il battesimo del nipote, nella trasposizione cinematografica di Coppola del best seller di Mario Puzo. Sarà stato “Il gladiatore” ad aver ispirato il Sindaco a chiedere spazio alle TV per aggredire “gli avversari” non ha aspettato la conclusione della festa, tutt’altro, ha approfittato dell’esposizione mediatica di cui gode in questi giorni il paese. Il “gladiatore” si agita nell’arena non accetta che un cittadino qualunque possa rubargli la scena, possa pensare di impensierirlo con denunce più o meno formali, giuste o sbagliate che siano, sul degrado delle strutture scolastiche. Non è permesso!  Davanti alle telecamere ha mostrato di non possedere la dote della calma come più spesso gli capita diventando emulo dei suoi sodali. Si scrolla delle sue colpe accusando le azioni amministrative di altri, di chi ha messo a disposizione dei bambini e dei ragazzi una spazio per le attività sportive al coperto e una mensa che ha funzionato alla grande fin quando la “sua” politica e quella dei “suoi” amici non ha pensato bene di chiuderla, per interessi strettamente personali e parentali. Sono passati undici anni, uno spazio temporale che in politica rappresenta un’eternità, 4000 mila giorni che hanno visto al potere due fratelli dei quali di uno è stato fiero assessore e dell’altro fido scudiero.  La sorpresa non è tanto la consueta pratica di scaricarsi delle responsabilità addossando le colpe agli altri ma, la violenza, l’astio, e perché no, l’odio che si prova per chi gli si mette contro. Per questo si ha paura di denunciare il marciume, le porcherie, perché in questo caso forse invece delle aggressioni verbali ci si potrebbe aspettare ben altro. Questa è la tutela che manca, di questo si dovrebbero occupare le autorità preposte, non di altro. Tutto questo rappresenta una limitazione della libertà. Tutto questo è un sopruso. Ad altre latitudini avrebbe un nome diverso. Qua nessuno se ne accorge. E si continua a stare zitti. PS. Sebbene la decadenza del paese sia certificata dal fatto che sovente non funzionano telefoni e adsl come in questo preciso momento. Cerisano in Rete riesce a postare lo stesso. Per i nostri lettori, solo per loro.