Curiosità

Il Boia di Cerisano

Frontespizio della pubblicazione di Carlo VillaniMa, mentre scongiuravasi anche questa volta uno scatto popolare, altre minime cagioni sopravvennero per farlo nuovamente temere. Si seppe, infatti, nelle ultime ore dello stesso venticinque marzo che, fin dalla sera prima, avea preso asilo in Foggia il boia di Palermo, a nome Antonio Musco da Cerisano, scacciato da quella città come orroroso strumento della tirannide, e che era stato invece destinato dal governo a prendere domicilio in Avellino, dove, però, non appena ebbe messo il piede, fu minacciato nella vita e costretto a rifar la via sino a Foggia.
A tale inaspettata notizia corse come un brivido nella folla,che ne sentì profondo disgusto, non potendo tollerare tra le proprie mura la presenza di così vile ministro di sangue. Sicché si prese a correre su per gli alberghi e le camere mobiliate, nonché per le così dette taverne, e ovunque, ansanti, si fiutava come bracchi in cerca della preda. E si misero del pari in movimento le autorità tutte per appagare l'unanime voto:la polizia visitò gli angoli più remoti dell' abitato, e riuscì infine a scovare il malarrivato, che tubava con una sua Dulcinea in una locandaccia d'infimo grado, ordinando ad entrambi di presto lasciar Foggia per altri lidi. Essi, pur non opponendosi a tale recisa intimazione, dichiararono di non avere indosso la croce di un quattrino, e richiesero quindi i mezzi indispensabili per riporsi in cammino. Accontentati, presero posto su d'un calesse, e vennero scortati da poliziotti sino al ponte di Bovino, donde proseguirono, chissà per dove, la loro corsa forzata. Carlo Villani CRONISTORIA DI FOGGIA (1848 1870)