Curiosità

La speranza di un futuro migliore

di Luciano Luciani

La Calabria è morta! Devo scappare fino a quando c’è tempo? Nei cadaveri rimangono solo i vermi! Almeno devo consentire a mio figlio di andare lontano da questa terra in decomposizione. Devo variare il mio progetto educativo? Far si che impari e quindi vada fuori di qui, (perché chi è colto non può subire e stare con la testa abbassata); O devo far si che viva nell’ignoranza e quindi non capisca niente e si accontenti di una vita a testa bassa e parcheggiato in un ufficio?   CALABRIA -Terra che non solo si scompone alluvionata e violentata dagli uomini. Terra che si annerisce bruciata dall’incuria e dalla stupidità umana. Terra imputridita da discariche abusive e mari avvelenati da smodata  avidità.   Ma quello che maggiormente è decomposta è proprio la coscienza dei calabresi. “Sono stati trovati metalli pesanti nei capelli degli alunni della scuola crotonese costruita con i residui tossici della  Pertusola”, Recita un giornale, "non c’è nulla da preoccuparsi”, continua con atmosfere irreali, “basta che per  tutta la loro vita questi ragazzi si controllino!!” In una fabbrica di Praia di tessuti, su mille operai cento sono morti di tumore. Alla riunione di protesta in una sala del Tirreno, erano presenti meno di quanti erano morti. Nemmeno un familiare a decesso! E le Istituzioni poi ? Nemmeno a parlarne,” missing” Poveri padri e povere madri, sentirsi così impotenti di fronte a tale tragedia per i propri figli. Doversi vergognare del loro fallimento generazionale, della loro incapacità di consegnare ai propri figli , quello che i padri avevano lasciato in prestito. Ma in Calabria nemmeno i servizi funzionano. La Sanità persino uccide. Abbiamo voluto a tutti i costi fare dei nostri figli medici, ingegneri e avvocati. Ma questo non è bastato ai tanti. Hanno voluto persino che prendessero posti rilevanti pur essendo degli incapaci e spesso idioti. Si sono consegnati alla peggiore politica, e poi il risultato che non sanno il loro mestiere, e quando si tratta di medici uccidono, gli ingegneri costruiscono trappole per topi, gli avvocati invece pur nell’ignoranza, se sanno navigare nel sistema, le cause le aggiustano. In Calabria per avere riconosciuto un diritto, non basta essere dalla parte della ragione, anzi non serve. Basta essere dalla parte giusta, della politica, del potere economico. In Calabria non si è rispettati per i valori, ma solo in funzione della paura che si riesce a incutere, e da quello che puoi regalare sottraendolo ad altri!!! E la Calabria è morta perché chiunque provi ad alzare la testa, a fare impresa, a rivendicare un diritto contro un potente, viene isolato, decretandone la morte civile, l’isolamento dalla comunità.  Ma cosa è successo a questa gente di Calabria in soli venti anni? Cosa ha consentito che una gente fiera, che sempre si era opposta ai soprusi, a diventare molle, dimessa, impaurita, complice? La paura, il bisogno, la cupidigia, possono da soli spigare questa immane tragedia? Tragedia di un popolo, di una terra, di una generazione nata dal riscatto e dai sacrifici dei padri emigrati, e capace in una sola stagione di bruciare quando in cento anni avevano nonni e nonne! Fino a ieri pensavo trattasse solo di malattia, grave ma curabile. Oggi ho la certezza che non di male curabile trattasi, ma di morte. Forse tra qualche tempo , una generazione migliore di quella che ci ha preceduto, saprà vedere un segnale debole di un battito di cuore, leggero come ali. Forse una generazione migliore di quella attuale saprà sentire un flebile alito caldo come una brezza estiva. Forse altri vedranno quello che io non vedo più. LA SPERANZA IN UN FUTURO MIGLIORE. Luciani Luciano