Curiosità

"Per dare dignità alla politica"

Il congresso cittadino del PDL’elezione di un segretario di circolo è un momento importante per qualsiasi partito, lo è ancora di più per il Partito Democratico perché con essa si completa il lungo e faticoso lavoro iniziato il 14 ottobre 2007 per dare concretezza all’idea di partito nuovo, strutturato sul territorio, che tanto ha voluto il leader nazionale Walter Veltroni.  di Francesco Madrigrano

Il partito democratico ha dato vita ad una serie di azioni tali da immettere nel sistema politico una vitalità che ha profondamente cambiato le dinamiche politiche sia nell’ambito parlamentare sia in un  nuovo, diverso e proficuo rapporto con il cittadino elettore. Le elezioni primarie sono l’esempio più evidente di come il Pd ha deciso di “aprirsi” alla società, confrontarsi con i cittadini e non limitare l’azione interna del partito ai soli iscritti. Con il contributo degli elettori del Pd si apre una fase nuova, diversa rispetto al passato, dove le politiche venivano discusse all’interno delle segreterie senza consentire effettivamente al cittadino di concorrere a determinare la politica nazionale. Rinnovato il rapporto con i cittadini, bisogna ora passare alla fase del cambiamento dell'atteggiamento mentale ed etico di chi fa politica. A svolgere questo compito sono chiamati tutti coloro che vogliono istituzioni al servizio dei cittadini, nella loro totalità e nell’esclusivo interesse pubblico. Purtroppo anche recentemente le cronache riportano fatti che non vanno in questa direzione: troppe commistioni poco trasparenti tra politica ed economia, tra rappresentanti  istituzionali  e potentati economici,  tra politica e magistratura. Sebbene questi fatti riguardino istituzioni regionali e nazionali non siamo esonerati dal guardare in casa nostra, cioè dal verificare se analoghi comportamenti siano stati (o sono) messi in atto da chi ha responsabilità nel gestire la cosa pubblica nella nostra regione, in provincia e nel nostro comune e, più in generale, bisogna verificare se “l’esercizio dell’amministrare” stia producendo risultati positivi nell’interesse collettivo. Per una nuova politica, a mio parere, bisogna ricominciare dall’istituzione più cara a noi, quella del nostro Comune. Per una nuova politica bisogna ricominciare da Cerisano: tante cose non sono state fatte negli ultimi 3 anni, tante cose negative, invece, sono state prodotte. Dalle politiche culturali a quelle urbanistiche il saldo è decisamente negativo. Per non parlare poi del grave errore commesso con la decisione di utilizzare Palazzo Sersale in modo completamente diverso rispetto agli obiettivi stabiliti negli anni scorsi dalle istituzioni regionali e comunali. La situazione di immobilismo amministrativo dell’attuale giunta comunale, di mancanza di programmazione e di attenzione verso le fasce deboli della popolazione, unitamente a comportamenti eticamente molto discutibili è sotto gli occhi di tutti. Si ha l’impressione di un comune ridotto, dai nostri amministratori, ad un fatto essenzialmente privatistico; un'anomalia vera e propria che spiega, tra le altre cose, la ragione per la quale il sindaco e la maggioranza sono distanti dal paese e dai cerisanesi. Tutto questo contribuisce ad indebolire il sentimento comune di sentirsi parte di una comunità, svilisce (paradossalmente) la partecipazione e alimenta, anziché limitare, i diffusi sentimenti anti-politici. Noi del Pd non vogliamo rassegnarci a mantenere questo status quo, vogliamo un paese dinamico, vogliamo ridare dignità alla politica, alle istituzioni (poco rispettate negli ultimi tempi). Affermare un nuovo modo di fare. Tutto questo per il bene della comunità. Il nostro obiettivo è aprire un nuovo ciclo di democrazia, di confronto e di aspettative, creare le basi per restituire, come detto, dignità alla politica. Vogliamo costruire un soggetto politico al servizio della collettività, coinvolgere la gente nella vita di una politica rinnovata, offrire a tutti la possibilità di esprimersi e far valere le proprie capacità, restituire ad un paese diviso, distaccato, al di fuori delle relazioni con gli altri comuni, quei legami in grado di rendere vivo e forte il senso di appartenenza alla comunità. Vogliamo fare questo con le forze vive e migliori di questa cittadina, partendo dai giovani e chiedendo loro di accogliere il recente appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: <<Il rinnovamento generazionale della politica non si decide per decreto, ma solo attraverso lo sforzo delle nuove generazioni…>> Iniziamo a lavorare insieme…mandiamo a casa i politici incapaci. Francesco Madrigrano