Curiosità
Sersale: Addio alla memoria e al futuro
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- Pubblicato: Sabato, 20 Settembre 2008 07:15
Palazzo Sersale di Cerisano, è stato edificato alla fine del XVI secolo dal casato De Gaeta, divenuto in seguito proprietà dei Telesio e poi dei Sersale. L'immobile di particolare pregio storico, artistico e architettonico, pervenne al Comune di Cerisano, da parte del Seminario Arcivescovile di Cosenza nel 1992. di Luciano Luciani
Sono domande tecniche , a cui altri più capaci e titolati per la specificità dei temi,potranno e dovranno rispondere, anche per fugare serenamente alcuni dubbi che qualcuno potrebbe avere. MA QUESTA PRESENTAZIONE PER DISCUTERE DI UN TEMA A MIO PARERE PIU SIGNIFICATIVO Stamattina da un giornale locale di cui non dico il nome perché sarebbe immeritata pubblicità, si gloriava che i tecnici avevano fatto il sopralluogo ed aggiungeva una foto di questi tecnici insieme a nostri bravi e amati amministratori, che in posa dal palco, si compiacevano dell'opera. Io non capisco l'esultanza, certo che l'azienda ne farà un centro bellissimo. La stessa azienda è qualificata e non solo, grazie a questo affare, cercherà di fare quello che un imprenditore capace sa fare, e lo fa adeguando lo sforzo tecnico e finanziario alla location, che è notevole. Certamente avrà capito quali ottimi ricavi si riuscirà a fare. Ma, non scordiamoci che questi imprenditori, sorridendo ci dicono, che faranno quello che noi non siamo stati capaci di fare. Con il loro sorriso confermeranno che il sud non è capace non solo di fare, ma nemmeno di rischiare , di mettersi alla prova. Meglio mettersi con il cappello in mano, sperando che qualcosa per caso finisca sulle nostre tavole. Ma del fatto che la storia di ogni Cerisanese di una certa età, viene strappata violentemente, squarciando i petti e sottraendone uno spicchio di cuore e forse di ANIMA, NON INTERESSA A NESSUNO? Ma del fatto, che ai nostri giovani, viene spezzata, ogni speranza e ogni futuro, che il Palazzo poteva rappresentare, sdraricandoli così dalla propria terra, non interessa? Si perché di strappo delle radici si tratta, e come giovani alberi strappati dalla terra natia , per portarli al ricco giardino del nord, i nostri giovani vengono trattati. E così la nostra comunità diviene come terra desertificata, vecchia, morente, dove solo ricchi stranieri ne succhiano le risorse. E questo ci dà contentezza, gloria? Lo dissi l'altra sera ad un genitore come me. Ma domani se un nostro figlio non avesse la fortuna di emigrare, e non avesse accettato una vita con la testa bassa, e se per la sua fierezza e per il suo amore per la propria terra e famiglia, avesse resistito allo sdraricamento. E se per questo un giorno avrebbe dovuto rinunciare ai suoi sogni, e se magari per questa sua libertà e intelligenza avesse persino perso la possibilità di compiere al fine a cui tutti siamo chiamati, e cioè di farsi una famiglia, e se ad un certo punto si fosse accorto che la società dei furbi e dei ladri e degli opportunisti l'avesse emarginato, forse.......................ci potrebbe dire: papà, mamma, perché non avete parlato, perché mentre portavano gli alberi migliori via, e desertificavano la nostra terra, e come sanguisughe si attaccavano alle cose di valore nostre, nessuno lottava? perché dicevi sempre fatti i fatti tuoi, perché allora non mi guardavi negli occhi mentre io fiero resistevo con onore all' espianto dalla terra e da te, e inoltre per farti fiero non abbassavo la testa? Eutanasia, bene ha fatto altro giornalista a sapere andare nel profondo della notizia, non fermarsi al sorriso di chi sa di avere una strada spianata. Altre cose sono importanti, la verità è celata nelle case di ogn'uno di noi, nel nostro silenzio reticente, negli inconfessabili motivi della nostra debolezza. Troppo facile registrare, la forza dei vincenti, troppo facile scrivere la storia come vogliono i potenti. Troppo facile diventare strumento o megafono delle storie facili. Altre sono le storie che andrebbero indagate e portate alla luce, le storie silenziose, le motivazioni vere di certi comportamenti, i lacci, le manette, i guinzagli che frenano una comunità, questa è la storia inconfessabile e non raccontabile facilmente. CERISANO in meno di due anni viene soggiogato alla volontà di pochi, che non sensibili alla comunità, ma sensibili alle medagliette di latta sul petto, fanno e disfanno. Ma Cerisano è piegato anche dalla sua rassegnazione, e dalla pretesa di soggetti piccoli di guidare un dissenso, solo per manie di protagonismo. Soggetti piccoli, che alle prime difficoltà, passano le notizie all'avversario, pronti a consegnarsi ad esso, e pronti a trovare una giustificazione non nella loro inadeguatezza, ma nella adeguatezza di altri. Luciano Luciani