Curiosità

La linea filo governativa de Il Quotidiano

La corsa alla leadershipEra ora! Dopo anni di funambolici equilibrismi, e ingegnerie bipartisan, si esce finalmente allo scoperto, con una linea editoriale filo governativa netta. Si parte grazie all’Europa (per dove? n.d.r.) il titolone dedicato alla maggioranza; per contro,  Minoranza assente e divisa , il trafiletto dedicato alla minoranza.

Una visione alterata e drogata della politica locale che disorienta il cittadino ed il lettore. Non v’è dubbio che il tentativo maldestro del corrispondente (cronista o opinionista?) tenta di favorire un rimescolamento delle carte con  un’appropriazione della tanto agognata scena politica, e questo può anche considerarsi legittimo a patto che non si utilizzi uno strumento popolare qual è il quotidiano per fini personalistici.  Non ci risulta che le corrispondenze riportino la sintesi veritiera di ciò che in consiglio è successo. Il tentativo di far apparire la minoranza divisa è un fatto superato. La minoranza è divisa nei fatti per un riposizionamento di alcuni suoi componenti e  per la cronica assenza di altri. La pressione dell’opinione pubblica sulla minoranza la rende schizofrenica al punto di addossare le responsabilità di immobilismo al capogruppo Annamaria Palummo. Basterebbe assumere iniziative concrete e personali. Ovviamente tanto vale anche per lo stesso capogruppo. Un organismo può essere diviso se ci si scontra su qualcosa, su delle idee su una linea politica, su quale strumento sia necessario per arrivare al cuore dei cittadini. Gli unici argomenti sui quali si potrebbe essere divisi è sulla leadership futura (ancora lontanissima) o sull’opportunità di migrare nella maggioranza. Se così fosse verrebbe a mancare il legame fra elettore ed eletto. Metà paese si è espressa a favore della lista Per Cerisano guidata da Franco Caputo, è a qual mandato che si dovrebbe rispondere. Molti sono stati i cittadini che hanno messo in discussione storiche amicizie, persino parentele, per un’idea, senza avere in lista un fratello, un cognato un padre o un figlio. Di questi si dovrebbe avere il massimo rispetto, onorando il mandato per il quale si è ricevuto un voto, esercitando la funzione di consigliere comunale e rappresentante del popolo.