Curiosità

La ricomparsa del cavaliere riccioluto

Altro che Mario Monti!

S’intravedeva da fuori, dalle enormi vetrate a specchio, era seduto al centro dell’emiciclo da solo, con lo sguardo perso nel vuoto in quella sala fredda metafora esemplificativa della qualità del dibattito politico paesano. È ricomparso magicamente dopo aver lasciato intendere di non condividere “il fare” della sua “amministrazione”. Che fosse un personaggio folkloristico della politica paesana è risaputo, nessun dubbio, ma all’ultimo consiglio comunale ha toccato il fondo, ha incarnato più di tutti la caratteristica dell’ipocrisia anzi ne è diventato essenza stessa. È convinto di essere un politico navigato, con qualità da Ministro della Repubblica, è convinto di possedere la ricetta per risolvere i problemi occupazionali del paese, è convinto di essere stato l’uomo che ha condizionato la politica paesana, è convinto di essere un leader alla pari di Angelino Alfano o Ignazio La Russa. Dimentica sovente di essere uomo di governo e non d’opposizione, attacca il Presidente della Provincia alla maniera del Capo supremo (Comunisti, comunisti, le sinistre, ecc. ecc.) lasciando intendere di diversificarsi dal “suo” Sindaco. Probabilmente aveva annunciato fuochi d’artificio, ma nessuno l’ha preso sul serio visto l’insuccesso al “botteghino” e meno male perché la sua ricomparsa è stata di tutt’altro tenore. Il Sindaco ha apostrofato pesantemente l’amministrazione “Loris Greco”, che vedeva il “cavaliere riccioluto”, “potente” rappresentante”. IL Sindaco ha accusato l’amministrazione del fratello del Vice Sindaco di aver utilizzato i mutui persino per “comprare la carta igienica”. Ha risposto alle osservazioni delle opposizioni sulle somme spropositate spese per un festival delle serre di quattro giorni, ricordando le folli cifre utilizzate per accompagnare il Festival al suo declino individuandone le responsabilità. Non ha fatto una grinza, il cavaliere riccioluto, si è anche giustificato dicendo “l’ho sempre detto che era un carrozzone”. Uno spettacolo penoso al quale il pubblico non ha partecipato, uno spettacolo indecente che offende i cittadini uno ad uno. Sarà bastata la pacca sulle spalle del “capo dei capi” entrato nella sala prima di tutti per lanciare un segnale, come in un famoso film di Francis Ford Coppola, allorquando si presentò una figura inaspettata nel bel mezzo di un’audizione al Congresso.  Quando si dice che la realtà supera persino la finzione cinematografica.