Curiosità
In clima Festival
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- Pubblicato: Giovedì, 06 Settembre 2012 07:25
Senza vigilia
Beh il clima è concretamente quello dei tempi migliori, quello che evoca aneddoti memorabili di un paese del quale si sono perse le tracce. Aneddoti di un concerto degli Aires Tango con un gruppo di spettatori che riparavano dalla pioggia con il telone che di notte proteggeva il pianoforte dall’umidità, i grandissimi musicisti capitanati da Javier Girotto. O quando davanti allo schermo cinematografico, dove veniva proiettato “cinema vero”, gli avventori si proteggevano dal freddo con i plaid a quadroni scozzesi portati da casa. O ancora quando Pippo Franco ripiegò in PAlestra per la pioggia. Forse la clemenza del tempo negli anni successivi ha voluto divertirsi in maniera inversamente proporzionale alla decadenza della manifestazione. Ieri non c’è sembrato vivere la vigilia dell’evento, e oggi non ci sembra Festival. Nessuno ci può smentire, è un dato certo, dogmatico. Arriverà gente ma non verrà per il Festival verrà per Emma. Sta in questo la differenza fra il festival di ieri e quello di oggi. Qualcuno ritiene quel format superato dai tempi non dalle scelte. Forse quel format si sarebbe aggiornato ai tempi o forse avrebbe anche condizionato le abitudini del popolo del Festival. Non si può pensare che un locale alla “moda” dello struscio cosentino possa orientare il calendario della manifestazione. È assurdo, semmai è stato il festival a far rientrare i cosentini dal mare per godere di un appuntamento frizzante, elegante, ben organizzato e soprattutto appagante. Questo dovrebbe essere il Festival. I nostalgici custodiscono gelosamente le performance straordinarie di Bollani che per ben tre volte ha incantato con il suo talento il popolo del Festival, chi invece pensa che il Festival sia quello attuale si inebrierà con la Marrone.